Maltrattamenti in corsia, chiesti danni per 1,2 milioni di euro all'ex primario Tateo e alla vice Mereu: fra le parti civili anche la madre di Sara Pedri e 8 ginecologhe
Ieri l'udienza preliminare sull'accusa dei presunti maltrattamenti, la difesa ha annunciato di presentare un'indagine difensiva. L'Azienda sanitaria chiede oltre 640 mila euro fra danni patrimoniali e danni d'immagine

TRENTO. E' di 1,2 milioni di euro il conto dei danni chiesti all'ex direttore dell'Unità operativa di ostetricia e ginecologia dell'Ospedale Santa Chiara, Saverio Tateo e alla sua vice Liliana Mereu nel processo sui maltrattamenti in corsia partito dopo le verifiche a seguito dello scomparsa della ginecologa Sara Pedri.
Ieri si è tenuta la prima udienza preliminare nella quale si sono costituite le parti civili.
La richiesta è arrivata da sette dottoresse, difese dall'avvocato Andrea de Bertolini, che hanno chiesto 50 mila euro a testa. Una ginecologa chiede 200 mila euro e ben più alto è poi il conto presentato dall'Azienda sanitaria che chiede oltre 640 mila euro fra danni patrimoniali e danni d'immagine. C'è poi la Fenalt con la richiesta di 10 mila euro.
A presentarsi come parte civile anche la mamma della ginecologa Sara Pedri scomparsa il 4 marzo del 2021. In questo caso il danno non è stato ancora quantificato.
L'ex primario Tateo è difeso dagli avvocati Salvatore Scuto del Foro di Milano e Nicola Stolfi di Trento, mentre la dottoressa Mereu dall'avvocato Marco Rossi Galan. La difesa è orientata a chiedere il rito abbreviato ed è orientata a depositare nella prossima udienza che si terrà a gennaio un'indagine difensiva.














