Caso Sara Pedri, "Un clima oppressivo", la pm sulla gestione del reparto di Tateo. Lunga requisitoria in tribunale
Una requisitoria di quasi sei ore della pm Maria Colpani. Nella prossima udienza, prevista a fine novembre, è attesa la richiesta della pena

TRENTO. Una requisitoria di quasi sei ore della pm Maria Colpani. Nella prossima udienza, prevista a fine novembre, è attesa la richiesta della pena. In tribunale, davanti al Gup Marco Tamburrino, si svolge il processo che vede l'ex primario di ginecologia Saverio Tateo e la sua vice Liliana Mereu accusati di maltrattamenti nei confronti dei dipendenti del reparto.
Un clima oppressivo all'interno del reparto già noto fin dal 2018 ma il caso è scoppiato nel marzo del 2021 con la scomparsa della giovane ginecologa Sara Pedri. Da lì le denunce di altri operatori sull'ambiente di lavoro particolarmente pesante creato da Tateo e Mereu, imputati per maltrattamento in concorso e continuazione. La difesa dei due medici ha sempre respinto ogni accusa.
Sono 11 le parti civili, tra cui la famiglia di Sara Pedri e l'Apss, con una richiesta di risarcimento da 1,2 milioni.
La vicenda prende avvio nel giugno 2021, dopo la scomparsa di Pedri, la Procura aveva aperto un fascicolo e l'Apss aveva avviato un'indagine interna, un procedimento che inizialmente non aveva riscontrato collegamenti tra la scomparsa e quanto accaduto nel contesto lavorativo.
Un mese dopo l'ex ministro Roberto Speranza aveva inviato ispettori ministeriali nel reparto di ginecologia e una decina di giorni dopo, Pier Paolo Benetollo, all'epoca direttore generale dell'Apss, aveva rassegnato le proprie dimissioni.
Il dottor Tateo era stato licenziato dall'Apss nel novembre nel 2021 ma, successivamente, il giudice del lavoro aveva disposto il reintegro alla direzione dell'unità di ginecologia in quanto il provvedimento è stato considerato illegittimo.













