Marchiori si candida, Urzì: ''Il Patt avrà il simbolo accanto alla Fiamma Tricolore. Ecco come imbrigliare una forza politica e depotenziarla''
Sul futuro candidato della destra alla presidenza della Pat il commissario di Fratelli d'Italia spiega: "Stia sereno Marchiori perché la scelta del candidato sarà fatta dai partiti che costituiscono il corpo centrale della coalizione, che sono proprio Fratelli d’Italia, Lega e Forza Italia''

TRENTO. Il Patt saldamente a destra? “Ecco come imbrigliare, come abbiamo fatto in perfetto gioco di squadra, e depotenziare il potere contrattuale di una forza che era partita ponendo condizioni”. L'operazione della destra sembra ormai completata. Lo fa capire benissimo il commissario provinciale di Fratelli d'Italia, Alessandro Urzì.
Le Stelle Alpine guidate da Simone Marchiori dopo l'uscita dal centrosinistra, hanno perso quasi tutti i consiglieri provinciali, assistito alla defezione di diversi esponenti sul territorio ed ora, entrati nel centrodestra, nonostante le tante parole dette, avranno il loro simbolo accanto alla Fiamma Tricolore di FdI.
“Finalmente abbiamo il Patt saldamente a destra – spiega Urzì - considerato che la coalizione andrà unita abbiamo portato a casa indirettamente, come volevamo, il più grande risultato che avevamo messo in conto sin dal primo momento del nostro impegno, il Patt a destra. I toni del segretario Marchiori sono ormai quelli della scelta di campo definitiva in una coalizione in cui c’è, eccome, FdI. Certo si schernisce ancora dietro l’accordo con il solo Fugatti (che gli ha permesso la svolta epocale) ma la coalizione accanto a cui dovrà collocare anche il simbolo delle Stelle Alpine comprenderà come colonna portante della stessa anche la Fiamma Tricolore di FdI”.
Ed è sempre Urzì a mettere in chiaro la dinamica delle scelte per il futuro candidato a presidente della Provincia. “Stia sereno Marchiori - spiega il commissario - perché la scelta del candidato poi sarà fatta dai partiti che costituiscono il corpo centrale della coalizione, che sono proprio Fratelli d’Italia, Lega e Forza Italia”.
Nella scelta del candidato presidente non dovrà quindi interessate le Stelle Alpine. “Il Patt la sua di scelta a destra ormai l’ha già fatta e Marchiori sa che non può ormai più abbandonare il suo partito nell’insignificanza che avrebbe nell’abbandonare il porto sicuro che si è assicurato grazie alla nostra benevolenza proprio a destra”.
L'onorevole Urzì sottolinea come Fratelli d'Italia correrà nella coalizione di destra ad ottobre. “La caduta di ogni pregiudiziale nei confronti di Fratelli d’Italia, accanto al cui simbolo il Patt collocherà il suo, e il riconoscimento degli indubitabili successi anche sul fronte dell’approvazione da parte del governo Meloni delle norme di attuazione ferme per lunghissimo tempo con i governi precedenti (in cui oltre al PD c’era anche la Lega), dimostra il successo dell’azione di Fratelli d’Italia che ha lasciato con intelligenza il margine opportuno di movimento per l’avvicinamento di Marchiori”.
Fratelli d'Italia mette anche in chiaro che “sarebbe davvero incredibile che di fronte alle scelte che saranno fatte dalla coalizione anche sui futuri assetti del governo provinciale il Patt, dopo avere dovuto affrontare per permettere l’avvicinamento alla destra una propria pesantissima dieta dimagrante che gli ha fatto perdere le rappresentanze delle principali realtà territoriali e praticamente l’intero gruppo consiliare provinciale, decidesse di fronte al ruolo protagonista di Fratelli d’Italia di fare scelte diverse. Letteralmente impossibile".
Il cerchio, quindi, si chiude con grande soddisfazione da parte di Fratelli d’Italia che deve il successo di questa strategia anche alla presenza in campo della candidata presidente Francesca Gerosa “senza la quale - conclude Urzì - il Patt di Marchiori non avrebbe avuto le motivazioni per poter smentire tutta la storia del suo partito e gettarsi a destra, con la scusa dell’abbraccio solo alla Lega. Ora come detto il tavolo della coalizione è apparecchiato, Fratelli d’Italia c’è ovviamente, e il Patt qualunque sarà il menu della presidenza non potrà che rimanere con la nostra buona compagnia se non vuole scomparire”.


















