Morte Andrea Papi, Cia: “Dettagli agghiaccianti, il giovane sarebbe stato aggredito e sventrato nel bosco”. Si teme l'azione di un orso
Sulla questione è intervenuto anche il coordinatore provinciale di Fratelli d'Italia Alessandro Urzì: "L'ipotesi accreditata anche a livello ufficiale ormai dell'uccisione di un ragazzo uscito per una corsa nei boschi della Val di Sole in Trentino da parte di un animale selvatico impone un'accelerazione sulle politiche di vigilanza a livello territoriale sui grandi predatori"

TRENTO. “Se i fatti saranno confermati, l'uccisione del giovane presenta dettagli agghiaccianti: abbiamo denunciato in tutti i modi il pericolo”. Sono queste le parole del capogruppo di Fratelli d'Italia in Consiglio provinciale Claudio Cia dopo la morte di Andrea Papi, il giovane di 25 anni trovato questa mattina (6 aprile) senza vita nella zona di Caldes e la cui morte si teme sia stata causata dall'aggressione da parte di un orso (Qui Articolo).
“In questo momento – dice Cia – sono in corso accertamenti a Caldes dove il cadavere di un uomo, sembrerebbe un giovane ragazzo scomparso ieri pomeriggio dopo essere uscito per una corsa, è stato rinvenuto presso la località conosciuta come 'sesta curva', dove pare sia stato aggredito da parte di un animale selvatico (probabilmente un grande carnivoro). Sempre secondo i primi rilievi, sembrerebbe che il giovane sia stato aggredito sulla strada, trascinato nel bosco e, una volta lì, sventrato. Fatto questo che, se verificato, rappresenterebbe un dettaglio agghiacciante”.
Secondo le prime ipotesi accanto al corpo del giovane sarebbe stato trovato anche un bastone insanguinato, che il ragazzo potrebbe aver utilizzato per difendersi, ed il suo corpo sarebbe stato ridotto a brandelli. “Dispiace in queste occasioni – dice Cia – ribadire come il sottoscritto sia stato facile premonitore di un avvenimento condizionato dall'impossibilità (dovuta al bisticcio di competenze tra Stato e Pat) di gestire il problema della convivenza dell'uomo con i grandi carnivori in un piccolo territorio di montagna come il nostro”.
Oggi, conclude il capogruppo di FdI: “Ci troviamo a piangere la scomparsa di una persona, mentre ci stringiamo alla famiglia del ragazzo e pensiamo a questi progetti che da opportunità, sono inevitabilmente divenuti una problematica”. Sulla questione è intervenuto anche il coordinatore provinciale di FdI Alessandro Urzì: “L'ipotesi accreditata anche a livello ufficiale ormai dell'uccisione di un ragazzo uscito per una corsa nei boschi della Val di Sole in Trentino da parte di un animale selvatico impone un'accelerazione sulle politiche di vigilanza a livello territoriale sui grandi predatori”.
“E' ormai ben chiaro che in gioco – dice Urzì – non c'è più solo, come accaduto in precedenza, un interesse economico di agricoltori e allevatori di montagna ma anche la stessa sicurezza delle persone in ambienti in cui si è diffusa una fauna selvatica predatoria, ad iniziare da orsi e lupi. Le iniziative avviate e sostenute dal governo hanno posto già per tempo l’emergenza nella agenda delle priorità, ora dalle comunità locali alle istituzioni nazionali (anche quelle chiamate a vigilare sulla tutela della fauna selvatica) vanno poste in essere misure di contenimento e di autentica difesa della sicurezza di residenti, operatori economici e turisti, se non si vuole che il pur rilevante interesse ambientale, interpretato in senso ideologico, non prenda il sopravvento sul superiore interesse di chi vive la montagna”






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