Nell'ultimo bimestre boom di casi di tonsillite streptococcica fra i bambini. La pediatra: ''Almeno il doppio rispetto al normale, è difficile anche trovare i farmaci''
La carenza di principi attivi crea ancora problemi: "Una volta che abbiamo la diagnosi vera e propria sapere cosa prescrivere è diventato ora difficile" spiega la pediatra Filippi. Negli ultimi due mesi sono almeno i doppio, rispetto lo stesso periodo del 2022, i casi di tonsillite streptococcica

TRENTO. Mal di gola, febbre, tonsille rosse e gonfie, linfonodi ingrossati. Nell'ultimo bimestre è boom di casi di tonsillite streptococcica in Trentino tra i più piccoli. A confermarlo a il Dolomiti è la pediatra Lorena Filippi. “Negli ultimi due mesi – ci spiega – abbiamo assistito di sicuro a più del doppio di casi rispetto lo stesso periodo dello scorso anno. Molti episodi di scarlattina ma ancora di più di tonsillite streptococcica”.
La differenza fra queste due patologie è semplice. Si ha la scarlattina quando il batterio che provoca la tonsillite streptococcica produce una tossina che porta l'esantema sul corpo.
“A gennaio – ci ha spiegato Filippi - abbiamo firmato assieme all'azienda sanitaria e all'assessorato un progetto per diagnosticare attraverso un tampone rapido la tonsillite streptococcica . Una diagnosi in tempi bevi che ci permette una appropriatezza diagnostica e la prescrizione di un antibiotico con il principio attivo dell'amoxicillina”.
Già a febbraio erano molte le famiglie che dovevano fare i conti con i propri figli piccoli colpiti da scarlattina e non solo. Stiamo parlando di una malattia per la quale vige l'obbligo di segnalazione. Viene trasmessa da muco e saliva, ha un'incubazione di 2-5 giorni, colpisce soprattutto tra i 2 e gli 8 anni. Con il passare delle settimane, però, ad aumentare di numero sono stati i casi già accennati di tonsillite streptococcica.
Una situazione che i pediatri hanno saputo affrontare non senza alcune criticità. Una di queste, purtroppo, deriva dalla carenza di principi attivi e di farmaci.
“Il boom di queste patologie – ha spiegato la pediatra - e di conseguenza di richiesta di amoxicillina ha coinciso anche una carenza di reperibilità nelle farmacie di questo principio attivo che è fondamentale”.
Una difficoltà di non poco conto. “Una volta che abbiamo la diagnosi vera e propria sapere cosa prescrivere è diventato ora difficile perché non si conosce la disponibilità in farmacia dei farmaci”.













