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| 01 mar 2023 | 05:01

Infezioni alle vie respiratorie, “boom” di casi in Trentino: in due anni +467% accessi al Pronto soccorso. Nel 2022 ben 200 bambini ricoverati in ospedale

Segnana ammette: “Nell’ospedale Santa Chiara di Trento non è presente una rianimazione pediatrica, servono bacini di utenza decisamente maggiori rispetto alla popolazione trentina”. Negli ultimi anni però, i ricoveri di bambini con meno di due anni sono aumentati in maniera esponenziale. In più del 70% dei casi all’origine della bronchiolite c’è il virus sinciziale respiratorio

Infezioni alle vie respiratorie, “boom” di casi in Trentino: in due anni +467% accessi al Pronto soccorso
di Tiziano Grottolo

TRENTO. Nei giorni scorsi Il Dolomiti aveva dato conto dei casi di mononucleosi, bronchioliti e streptococco che hanno colpito alcuni piccoli pazienti che, talvolta, sono stati persino ricoverati. Come spiegava la pediatra trentina, Lorena Filippi, questa recrudescenza di infezioni virali è legata alla pandemia di Covid-19, in sostanza le forti restrizioni imposte in quel periodo (mascherine, lockdown e la chiusura delle scuole) hanno ridotto la circolazione delle malattie fra i bambini che non hanno potuto sviluppare gli anticorpi.

 

Una delle patologie più diffuse è la bronchiolite, cioè un’infezione virale acuta che colpisce in particolare il sistema respiratorio dei bambini di età inferiore a due anni ma soprattutto nei primi 6 mesi di vita, con una frequenza maggiore nel periodo autunno-inverno. Il virus sinciziale respiratorio (Vrs) invece, rappresenta l’agente virale responsabile della patologia (in circa il 70-75% dei casi), ma altri virus possono esserne la causa come il rinovirus, il metapneumovirus, il coronavirus, l’adenovirus, i virus influenzali e parainfluenzali.

 

Come già anticipato, l’aumento esponenziale dei casi è avvenuto proprio nel giro degli ultimi due anni. I dati sono stati resi noti dalla consigliera provinciale di Europa Verde, Lucia Coppola, che li ha ottenuti tramite un’interrogazione rivolta all’assessora alla Salute Stefania Segnana. Stando ai numeri diffusi dalla Provincia dunque, i bambini di età inferiore ai due anni che nel 2020 (fra ottobre e gennaio) sono arrivati in Pronto soccorso per sospette bronchioliti o infezioni delle vie respiratorie sono stati 252. Nello stesso periodo del 2021 e del 2021 sono stati rispettivamente 1.376 e 1.430. Ciò significa che in soli due anni c’è stato un incremento del 467,5%. I piccoli pazienti per i quali è stato disposto un ricovero sono stati: 93 (nel 2020), 191 (nel 2021) e ben 200 nel 2022. Inoltre, sia nel 2021 che nel 2022, 30 bambini sono stati ricoverati nella Terapia intensiva neonatale.

 

“Nell’ospedale Santa Chiara di Trento – sottolinea Segnana – non è presente una rianimazione pediatrica, prevista per bacini di utenza decisamente maggiori rispetto alla popolazione trentina. Per questo motivo, i bambini affetti da bronchiolite con necessità di alta intensità di cura vengono ricoverati nella Terapia intensiva neonatale, dotata di medici e infermieri con competenze adeguate e strumentazione ad hoc”. Il reparto infatti, almeno sulla carta, sarebbe destinato alla cura dei soli neonati ma come ammette l’assessora però ammette che “la necessità di adeguarsi” è diventata negli anni un diktat a fronte dell’indisponibilità di posti letto nelle terapie intensive pediatriche limitrofe (Veneto in particolare) spesso in overbooking nel corso delle epidemie stagionali di bronchioliti.

 

“La risposta – osserva la consigliera Coppola – evidenzia nel corso degli anni il netto aumento degli accessi ai Pronto soccorso trentini per sospetta bronchiolite o infezioni delle vie respiratorie, ma anche quello dei ricoveri e in particolare degli accessi in Terapia intensiva”.

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