Nuova diga di contenimento realizzata lungo il Rio Sinigo: è stata realizzata in un anno vista la pericolosità del corso d'acqua in stato di piena. E' costata 1 milione di euro
La struttura avrà una portata di 40mila metri cubi, è alta 12 metri nella sezione di uscita e 15 metri nell'ala laterale, è larga circa 40 metri e ha uno spessore in cemento armato di due metri e mezzo alla base. La diga è collegata alla roccia su ambo i lati.

MERANO. E' stata ultimata dopo un anno di lavori la diga di contenimento lungo il rio Sinigo, con l'obiettivo di aumentare la protezione contro le piene del corso d'acqua: la struttura è alta 12 metri nella sezione di uscita e 15 metri nell'ala laterale, è larga circa 40 metri e ha uno spessore in cemento armato di due metri e mezzo alla base.
La struttura, che avrà una capacità di 40mila metri cubi ed è stata realizzata per proteggere la zona dalle colate detritiche dal bacino idrografico di Merano 2000 e Avelengo. Per la sua realizzazione è stato necessario scavare nella roccia, a cui la diga è collegata su ambo i lati.
Il piano delle zone mostra infatti un elevato potenziale di pericolo del torrente Sinigo che "in caso di eventi di piena trasporta molti detriti dal bacino idrografico di Merano 2000 e Avelengo”, rimarca Thomas Thaler, direttore dell'ufficio sistemazione bacini montani Sud.
Il team di costruttori ha iniziato i lavori nell'ottobre dello scorso anno, su progetto di Claudio Volcan, dell'ufficio sistemazione bacini montani Sud: durante l'opera è stato necessario costruire una complessa strada d'accesso, necessaria per liberare il bacino dai detriti dopo un evento. Nell'ambito del progetto è stato allestito anche un punto di estrazione dell'acqua, destinato ai vigili del fuoco volontari. Il costo totale del progetto ammonta ad un milione di euro.
"Come gli eventi degli ultimi giorni ci hanno nuovamente dimostrato - spiega l'assessore provinciale alla protezione civile Arnold Schuler - il rischio di eventi naturali estremi non può essere completamente ridotto. Piuttosto la gestione degli eventi naturali deve essere intesa come un ciclo: affrontare un evento deve portare a prepararsi per l'evento naturale successivo".













