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| 28 apr 2023 | 12:27

Orsi, errare è umano ma perseverare è diabolico: la Provincia pronta a informare i turisti ma è dai residenti che si deve partire

Ieri è stato annunciato il roboante tavolo di lavoro con assessori provinciali, responsabili del turismo e protezione civile per rafforzare la comunicazione in vista della stagione estiva. Eppure quel che serve è la formazione dei residenti prima ancora che dei turisti (ad oggi tutte le aggressioni da orso sono avvenute a persone del posto). A organizzarla debbono essere le istituzioni (Provincia e Comuni) e a farla tecnici ed esperti (quelle persone competenti che troppo spesso la Lega oggi al governo ha denigrato con parole come ''professoroni'' ed ''espertoni'')

Orsi, errare è umano ma perseverare è diabolico: la Provincia pronta a informare i turisti ma è dai residenti che si deve

TRENTO. I latini dicevano ''errare è umano, perseverare è diabolico'', Cicerone la faceva un po' meno trascendente e andava più diretto: ''Cuiusvis est errare: nullius nisi insipientis, in errore perseverare" (è cosa comune l'errare; è solo dell'ignorante perseverare nell'errore). Ebbene la Provincia di Trento ieri si è lanciata in un fantasmagorico comunicato stampa nel quale spiega che dopo un roboante incontro tra l'assessora Zanotelli, l'assessore al turismo Failoni, il dirigente della protezione civile De Col, i vertici di Trentino Marketing Battaiola e Rossini, i rappresentanti dei Parchi naturali e del turismo è emersa la volontà di avviare una comunicazione univoca, puntuale e precisa rivolta ai turisti sui grandi carnivori.

 

La preoccupazione, insomma, è tutta rivolta all'informazione dei turisti quando ormai è stranoto che chi andrebbe informato, formato, attrezzato alla convivenza è prima di tutto il residente che in quel contesto ci vive 365 giorni l'anno (tra l'altro in ambito turistico si dice sempre che il residente è il primo ambasciatore del suo territorio con i turisti). Delle 9 aggressioni che si sono verificate da quando è partito il progetto Life Ursus nel 1999 hanno tutte riguardato le persone del posto. Come d'altronde spiegava a il Dolomiti lo zoologo Paolo Forconi, dello Studio Faunistico Chiros: Se non si fa prevenzione gli incidenti non potranno che aumentare, ma non è un caso che le vittime delle aggressioni siano persone del posto, da sole o in coppia, mentre in genere questi incidenti non avvengono con gruppi composti da più di tre elementi. Con ogni probabilità non si sono registrati attacchi ai turisti perché spesso viaggiano in gruppo, facendo rumore e dando il tempo agli orsi di allontanarsi”.

 

Servono, come accadeva prima che si insediasse la giunta Fugatti, incontri a tappeto soprattutto nelle zone dove gli orsi sono presenti organizzate nei vari comuni, una dietro l'altra. Servono gli esperti e i tecnici che vanno a fornire le comunicazioni fondamentali per garantire la convivenza il più sicura possibile tra uomo e orsi e lupi (sempre ricordando che il rischio zero non esiste e che si può morire o restare gravemente feriti anche in un incidente con animali apparentemente innocui come sono considerate mucche o cavalli). Serve più cartellonistica e chi spiega a cosa servono quei cartelli (tra l'altro lo stesso zoologo Forconi spiegava che “i cartelli trentini, che invitano le persone a fare attenzione all’orso, sono poco intuitivi e tendono più a tranquillizzare piuttosto che evidenziare la pericolosità di questi animali” ).

 

Serve che la politica faccia un passo indietro, dopo che ha mostrato chiaramente quel che non è capace di fare, e dia la parola alla scienza e a quelle figure formate e competenti, che purtroppo, proprio questa politica ha sempre denigrato e sminuito dando loro in senso dispregiativo dei ''professoroni'' ed ''espertoni''

 

E poi è stato lo stesso assessore Failoni pochi giorni fa a dire che le prenotazioni per questa estate sono già cresciute del 10% nel tentativo di far arrivare il messaggio che i boicottaggi annunciati da alcuni animalisti contro il Trentino non stanno funzionando. Messaggio ricevuto che però mostra anche come la paura di incontrare l'orso sia molto meno diffusa di quanto si cerchi di far passare (nonostante il terrorismo mediatico del presidente Fugatti che nelle trasmissioni televisive nazionali ha dipinto il territorio come in balia degli orsi, con popolazioni terrorizzate), almeno tra i turisti. C'è sicuramente tra i residenti e sono loro che vanno attrezzati a vivere tranquilli. Per carità è una buona idea fare informazione anche con i turisti ma la priorità la meritano gli abitanti.

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