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| 03 ago 2023 | 06:01

Orsi e lupi in Trentino, i sindaci alzano la voce: "Vogliamo poter dare risposte ai cittadini". Gianmoena: "Tutele per questi animali dalla direttiva Habitat? I numeri sono cambiati"

Questo pomeriggio si riuniranno i sindaci della comunità delle Giudicarie e sul tavolo ci sarà il tema dei grandi carnivori per una "condivisione del problema e della consapevolezza che serve trovare una soluzione".  Cereghini (vicepresidente del Cal): "Da ormai diversi mesi la situazione che abbiamo sul territorio non lascia per nulla sereni i primi cittadini"

TRENTO. “Così non possiamo andare avanti, devono metterci nelle condizioni di poter dare delle risposte ai nostri cittadini e anche ai turisti che arrivano in queste settimane”. I sindaci vogliono dire la loro. Cercano di smorzare i toni ma le richieste sono pressanti. Sul territorio rappresentano l'autorità più vicina al cittadino e il loro ruolo anche nella gestione della convivenza fra grandi carnivori e persone è fondamentale. 

 

Il tema sarà messo sul tavolo questo pomeriggio nella conferenza che è stata organizzata per i sindaci della Comunità delle Giudicarie ed è scontato che sull'appuntamento siano concentrate le attenzioni anche degli altri amministratori del Trentino. La conferenza era stata prevista per fine agosto ma dopo i fatti avvenuti a Roncone, di un falso attacco di un'orsa con un cucciolo, a due giovani, si è deciso di anticiparla. Nelle scorse ore, fra l'altro, l'orsa è stata identificata e si tratta di F36, esemplare di 6 anni (QUI L'ARTICOLO).

 

La richiesta di anticipare la conferenza a questo pomeriggio era arrivata dal sindaco di Sella Giudicarie, Franco Bazzoli. “Noi sindaci siamo ufficiali pubblici e siamo i primi responsabili della pubblica sicurezza ma possiamo fare ben poco. Ci devono dare gli strumenti per rispondere concretamente alle necessità dei cittadini” ci spiega. Confusione normativa e troppa burocrazia sono alcuni dei punti sui quali servirebbe intervenire. “Con i grandi carnivori dobbiamo trovare una convivenza – spiega Bazzoli – noi viviamo in montagna, andiamo nel bosco, non possiamo essere limitati nel farlo. La soluzione non è certo quella di abbattere gli orsi ma facciamo qualcosa, dobbiamo trovare una soluzione assieme non lasciare la situazione invariata”. 

 

Un tavolo, quello che si riunirà questo pomeriggio, sul quale si metteranno tutte le questioni che sono state sollevate in questi mesi e che sono rimaste irrisolte spiega a il Dolomiti anche Michele Cereghini, sindaco di Pinzolo e vicepresidente del Cal, il Consiglio delle autonomie locali.   “Ormai – spiega – da diversi mesi la presenza dei grandi carnivori in Trentino non lascia per nulla sereni i primi cittadini. Di certo non risolveremo la questione con un incontro ma ci sarà una condivisione del problema e la consapevolezza che serve trovare una soluzione” 

 

I sindaci chiedono strumenti veloci e snelli “per poter intervenire nei casi problematici a tutela dei cittadini”. “Oggi il sentore è che ci sia meno libertà, soprattutto per i residenti di frequentare il proprio territorio dalle malghe alla ricerca di funghi nei boschi. Questo si percepisce nell'opinione pubblica e i turisti sono influenzati da questa paura” spiega ancora Cereghini. 

 

Va fatto un ragionamento sui provvedimenti legislativi sia nazionali che europei  e sulla necessità di “far valore la nostra autonomia” continua il vicepresidente del Consiglio delle autonomie locali. La questione legislativa è stata messa in primo piano anche a Roma  nell'incontro avvenuto fra il Ministero dell'Ambiente il governatore Fugatti e il presidente dei Comuni del Trentino, Paride Gianmoena. Al centro la norma provinciale che consente l'abbattimento di orsi e lupi senza chiedere il parere di Ispra e che rischia ora di essere impugnata (QUI L'ARTICOLO). 

 

“Quello che ho rimarcato – spiega il presidente Gianmoena - è il ruolo importante che possono avere i sindaci. Loro per definizione e per vita reale si trovano sul territorio e quando il cittadino vede qualche problema si rivolge all'esponente istituzionale più vicino. Deve, peró, avere gli strumenti per dare risposte immediate”. Possibilità che invece oggi sembra mancare. 

 

“I sindaci – conclude il presidente del Cal – stanno respirando una situazione di sconforto fra le persone che sono state costrette a cambiare le proprie abitudini. Questo non va bene. Bisogna fare qualcosa e siamo preoccupati. Oggi l'orso e il lupo non sono più specie che meritano quella tutela prevista dalla direttiva Habitat. Non abbiamo più i numeri di vent'anni fa”.

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