Bidoni anti orso, l'Ispra a il Dolomiti: "Già nel 2000 sottolineata la loro importanza. Serve prevenzione". Cicolini: "Arriveranno in autunno. La convenzione con la Pat a fine 2022"
Da diversi anni viene chiesto di fare molta attenzione alla disponibilità di cibo per gli orsi negli ambienti antropizzati. Genovesi: "Questa disponibilità, in gran parte dei casi, fa scattare comportamenti di confidenza dei plantigradi che poi possono sfociare in pericolo". Il presidente della Comunità della Val di Sole: "Siamo in ritardo? Poteva farlo la Provincia, non c'è scritto nel Vangelo che sia un compito della Comunità. Poi sappiamo bene che è più comodo farlo fare agli altri. Va benissimo, ma serve il suo tempo"

TRENTO. I fatti avvenuti a Caldes nei giorni scorsi testimoniano come fino ad oggi non sono state messe in campo sufficienti azioni per tentare di trovare un giusto equilibrio di convivenza tra le persone e gli orsi presenti sul territorio. Azioni fondamentali per evitare che l'orso si avvicini ai centri abitati.
A Caldes, nonostante da tempo si sapesse della presenza dei plantigradi, si è arrivati solamente nelle scorse settimane a mettere dei bidoni anti orso e questo dopo i timori espressi dai cittadini. Sono stati usati, però, come mostrato da il Dolomiti, dei modelli vecchi che già nel 2021 il Servizio Forestale della Pat aveva giudicato inadeguati (QUI L'ARTICOLO).
“Siamo stupefatti ancora una volta. La Provincia di Trento non perde occasione per dimostrare tutta la sua incompetenza. Già sapeva che quei cassonetti messi a Caldes non erano adatti” ha spiegato nelle scorse ore la Lav.
“L'importanza dell'introduzione dei bidoni anti orso è contenuta nello studio fatto già nel 2020” ha spiegato l'Ispra . Si tratta dello studio fatto dagli esperti sulla reintroduzione dell'orso sul nostro territorio. Uno studio che evidentemente in parte è rimasto carta morta.
Ispra: “Fondamentale prevenire”
Non esiste un progetto nazionale che riguardi l'introduzione di questi bidoni ma il tema è di competenza degli enti locali. “Pur non essendoci un piano nazionale ci sono diversi documenti di indirizzo che prevedono questa azione” ha spiegato a il Dolomiti Piero Genovesi, responsabile del Servizio per il coordinamento della fauna selvatica di Ispra.
“Già nello studio di fattibilità redatto nel 2000 sulla reintroduzione dell'orso – spiega Genovesi - era stata data indicazione di fare molta attenzione su questi aspetti: ovvero la disponibilità di cibo per gli orsi negli ambienti antropizzati. Questo è un punto essenziale. Si tratta di un meccanismo, il fatto che ci siano fonti di cibo di origine umana disponibili per gli orsi, in gran parte dei casi fa scattare comportamenti confidenza dei plantigradi che poi possono sfociare in pericolo. Si calcola una stima di circa l'80% dei comportamenti di orsi pericolosi che nascono da questo approssimarsi all'uomo a causa del cibo”.
Serve quindi una corretta gestione dei rifiuti e questo non riguarda solo il cassonetto anti orso. “Serve una gestione adeguata dell'organico, ma anche del cibo che usiamo per gli animali domestici e la gestione dei pollai” spiega ancora Genovesi.
Importante in tutto questo è la prevenzione. Solo in questo modo si riesce, veramente, a tenere lontano l'orso dal centro abitato. “Noi raccomandiamo, quando ci sono orsi che dimostrano comportamenti di confidenza, di usare azioni di dissuasione come le pallottole di gomma. Quando questi comportamenti di familiarità sono già in essere, difficile cambiare.
“Si può tentare ad intervenire giustamente togliendo i cassonetti di notte evitando il ripetersi di certe situazioni oppure con interventi di dissuasione. L'efficacia, però, è più limitata, dipende dai singoli orsi. Si deve fare prevenzione” conclude Genovesi.
La Comunità di Valle
I bidoni anti orso in Val di Sole arriveranno in autunno. Il presidente della Comunità di Valle, Lorenzo Cicolini, ha spiegato a il Dolomiti che “a dicembre è stata firmata la convenzione con la Provincia di Trento ed ora serviranno i passaggi amministrativi”. Il finanziamento previsto dalla convenzione è di 200 mila euro e questi serviranno per realizzare una centinaio di bidoni anti orso.
Nonostante la presenza degli orsi in valle sia conosciuta da tempo, serviranno ancora alcuni mesi per l'installazione dei bidoni in collaborazione con i vari comuni. Ma per quale motivo non è stato fatto prima? “Io amministro la Comunità a partire dal 2022 – spiega Cicolini a il Dolomiti – e adesso stiamo intervenendo. Poteva farlo la Provincia, non c'è scritto nel Vangelo che sia un compito della comunità. Poi sappiamo bene che è più comodo farlo fare agli altri. Ma va benissimo, lo facciamo, ma serve il suo tempo”.
Detto questo, il sindaco di Rabbi e presidente della Comunità della Valle di Sole vuole mettere le cose in chiaro. “Qua è sempre colpa di qualcuno. Ma noi non possiamo avere un orso in mezzo alle case, non si può continuare a cercare un colpevole per qualsiasi cosa. Qui ad essere fuori posto è solamente l'orso”.














