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| 13 giu 2023 | 06:01

Bidoni distrutti dall'orso a Caldes, ''La Pat già sapeva che non sarebbero rimasti integri ad un attacco”. La Lav: ''Ecco la lettera, nel 2021 erano già stati bocciati"

In una lettera del Servizio faunistico della Provincia di Trento datata 17 giugno 2021 già si faceva riferimento dell'inefficacia dei cassonetti che di recente sono stati usati anche a Caldes perché non sufficientemente resistenti. Vitturi: “Questa lettera dimostra chiaramente che già si sapeva che mettere quei cassonetti non aveva alcun senso se non quello propagandistico"

TRENTO. “Siamo stupefatti ancora una volta. La Provincia di Trento non perde occasione per dimostrare tutta la sua incompetenza. Già sapeva che quei cassonetti messi a Caldes non erano adatti”. E' stato messo nero su bianco già nel 2021. Quei cassonetti anti-orso messi nelle scorse settimane sul territorio del Comune di Caldes per cercare di evitare che il plantigrado si avvicinasse ancora al centro abitato, servono a poco o nulla.

 

E' tutto contenuto in una lettera del 17 giugno del 2021 del Servizio Faunistico della Provincia di Trento, Settore Grandi Carnivori. L'oggetto era “Necessità di conversione gestionale urgente dei rifiuti organici sull’Altopiano della Paganella”. Al suo interno, in un punto, però, viene chiarito che: “La debolezza intrinseca dei cassonetti, in plastica morbida; anche in presenza di successive modifiche (aggiunta di rinforzi metallici sul bordo dei bidoni e sul coperchio degli stessi, che viene dotato di serratura per mantenerlo chiuso) i cassonetti, pur indubbiamente irrobustiti, palesano punti deboli costituzionali di fronte a insistiti tentativi di apertura da parte degli orsi; in qualche caso i plantigradi riescono ad aprire il coperchio, giovandosi della flessibilità della plastica dei cassonetti”.

Fra l'altro, in un altro punto della lettera, veniva anche spiegato che "Troppo spesso, pur in presenza di meccanismi di chiusura anti orso perfettamente funzionanti, l’utenza richiude male i coperchi, di fatto vanificando la modifica anti orso e rendendo facilmente accessibili i rifiuti agli orsi."

 

Parole che descrivono un certo tipo di cassonetti che sembrano essere proprio quelli che nelle scorse settimane sono stati usati a Caldes. “Sono quelli” ha dichiarato a il Dolomiti Massimo Vitturi della Lav. “Questa lettera dimostra chiaramente che già si sapeva che mettere quei cassonetti non aveva alcun senso se non quello propagandistico. Sapevano – sottolinea ancora Vitturi - che erano cose inutili. Se ci troviamo davanti ad una emergenza occorre intervenire non adottando interventi di cui si conosce già l'inefficacia”.

 

La lettera datata 17 giugno 2021 è stata indirizzata all'attenzione del dirigente generale del dipartimento Protezione Civile, Foreste e Fauna, Raffaele De Col. “Il contenuto di questa lettera e i cassonetti che sono stati usati di recente a Caldes – spiega Vitturi della Lav – ci fanno dire che si è continuata a mantenere una situazione inalterata e a favorire l'avvicinamento degli orsi e sono state usati sono interventi di copertina”. Un comportamento, conclude la Lav, “che dimostra ulteriormente le gravi responsabilità della Pat nel creare orsi confidenti”.

 

Il sindaco: “Abbiamo già pagato un prezzo altissimo, la Provincia ci stia più vicino”

La preoccupazione a Caldes continua ad esserci e ad aumentare soprattutto dopo i fatti dei giorni scorsi. Uno dei bidoni anti orso che pochi giorni fa erano stati posizionati è stato scaraventato sull'asfalto. L'orso lo ha divelto per cibarsi dell'organico che era presente al suo interno. Un 'altro, invece, è stato solo rovesciato (QUI L'ARTICOLO).

 

Antonio Maini in queste settimane ha continuato a raccogliere le segnalazioni da parte della popolazione sulla presenza dell'ordine. Si tratta di un esemplare che si avvicina alle case senza timori alla ricerca dei bidoni dell'organico per mangiare.

 

“Ho parlato con il corpo forestale – spiega Maini – e vista la confidenza che ha questo orso proveremo a togliere i bidoni di notte per rimetterli poi di giorno. Ma se questo non servisse a fargli cambiare comportamento chiederò delle azioni di dissuasione”. Il sindaco di Caldes si sta muovendo sul solco istituzionale seguendo le normative vigenti. Ad ogni fatto contrapporre un'azione immediata. Chiaro che tutto questo non sarebbe servito se l'orso non fosse stato “abituato” a trovare i cassonetti pieni di cibo e facilmente raggiungibili.

 

“Abbiamo già affrontato un periodo tremendo – spiega Maini – e noi di Caldes abbiamo pagato un prezzo tremendo e altissimo. Servirebbero più interventi e aiuti dalla Pat? Direi di sì”.

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