L'orso di Malé fa il ''giro d'Italia'' tra Tv e giornali ma ad attirarlo non è la festa (finita da ore) ma i soliti bidoni (ECCO IL VIDEO) ancora non anti plantigradi
Quello che dovrebbe essere il primo e più importante provvedimento per garantire la sicurezza dei cittadini e favorire la convivenza tra animali selvatici ed esseri umani, sostituire i bidoni della spazzatura 'normali' con quelli antiorso, ancora non è realtà e così anche questa volta si è gridato ''all'orso, all'orso'' quando ad attirarlo sono stati i rifiuti (come si vede nel VIDEO). L'amministrazione di Malé ha chiesto soluzioni ma questa è la prima e più importante

MALE'. La festa era finita da ore. In centro non c'era nessuno, come si vede perfettamente dal video pubblicato. I bidoni della spazzatura sono ancora non a misura di orso e quindi i plantigradi (come altri animali selvatici) vengono attirati dai rifiuti (soprattutto organici).
La vicenda dell'orso di Malé che si aggira per le vie in piena notte sta facendo il giro d'Italia ed è l'ennesimo esempio su come su questo tema si scatenino, ormai, dei riflessi incondizionati fomentanti da cattiva comunicazione. A dare il via al solito tran tran di informazioni incontrollate è stato il consigliere provinciale Claudio Cia che ha rilanciato il video e scritto questo post: ''Questa notte, verso le 2, un orso si aggirava nel centro abitato di Malé, mentre il paese era in festa. C'era vita ovunque: musica dal vivo, bancarelle e tanti ragazzi per le strade. Ditelo agli animalisti da salotto: fuori dal suo habitat, l'orso è un pericolo, una potenza letale. Sotto la pelliccia morbida e il musetto simpatico, l'orso rimane un predatore feroce''.
(qui il video)
Media, prima locali, poi nazionali, hanno preso per buono quanto scritto dall'ex Fratelli d'Italia e così la notizia è stata da molti rilanciata con titoli tipo ''L'orso si aggira in centro durante la festa del paese, è un predatore feroce'' (ecco alcuni titoli che si trovano inserendo semplicemente le parole chiave).

Ne è seguito un comunicato della Giunta di Malé che ribadendo come l'orso sia apparso tra le vie verso le 2 di notte e pur specificando che alle 23 della festa non v'era più traccia, ha comunque ribadito come la comunità sia preoccupata, che servono interventi etc, etc. Ovviamente il primo intervento, il più importante in assoluto, quello che pare incredibile dopo 20 anni di avvio dal progetto Life Ursus starne ancora a parlare come un nulla di fatto, è la sostituzione dei bidoni della spazzatura 'normali' (che apre anche un cane randagio) con quelli anti-orso. E' infatti arcinoto che è quella la fonte principale che attira l'orso (come altri animali selvatici) nei centri abitati. E guarda caso anche l'orso apparso domenica alle 2 ai bidoni aveva fatto una 'visitina' come spiegano i rappresentanti della civica Malé Casa Comune: ''Auspichiamo che l'amministrazione comunale di concerto con gli enti preposti si attivi quanto prima a prendere le dovute misure atte a garantire la sicurezza dei cittadini. Considerando che il plantigrado, con estrema facilità, è riuscito ad aprire il cassonetto dell' umido cibandosi del contenuto e dei rifiuti lì abbandonati, a maggior ragione ribadiamo l'importanza di un corretto conferimento alle isole ecologiche e dell'installazione di bidoni adeguati, con conseguente controllo da parte dell'amministrazione''.
Il comunicato dell'amministrazione comunale, infatti, sapeva un po' di ''Excusatio non petita'' e anche il passaggio sulla paura di volontari e soccorritori ad infilarsi nei boschi del Peller per cercare una persona scomparsa (poi ritrovata senza incidenti) stride con i continui eventi sportivi, dalle bici alle gare di corsa, a quelli sociali e culturali che vengono organizzati proprio negli stessi boschi. Insomma per salvare una persona scomparsa c'è apprensione e timore degli orsi, per organizzare eventi che richiamano visitatori e turisti lo stesso pensiero non viene fatto. Sarebbe importante recuperare un minimo di equilibrio e senso di responsabilità. Evitare post allarmistici che alimentano panico e psicosi e mettere in campo, prima, tutte le misure possibili (lato esseri umani) per evitare di attirare gli animali selvatici e per favorire la coesistenza e solo allora, nel caso che comunque si verifichino situazioni di pericolo o al limite, procedere con interventi draconiani.













