Orsi, ennesimo cortocircuito comunicativo: i cacciatori attirano i plantigradi con mele e siti di foraggiamento e poi dicono che sono troppi
In questi giorni è uscito un articolo che mostra le immagini di diverse fototrappole di cacciatori, posizionate nei siti di foraggiamento per ungulati, che raccontano l'ovvio: gli orsi si avvicinano a questi luoghi per mangiare. Invece che riflettere su questo comportamento che, tra l'altro, avvicina i plantigradi alle aree antropizzate e può spingerli a cercare gli stessi alimenti dove questi vengono prodotti si dà in qualche modo la colpa agli orsi. Eppure gli studi da tempo certificano come i siti di foraggiamento siano un problema

TRENTO. Circola in rete da qualche ora un curioso articolo griffato ''Voce del Trentino'' dal titolo evocativo: ''Flavon accerchiato dagli orsi: Bassa Val di Non preoccupata''. A corredo del pezzo foto di orsi fototrappolati in mezzo al bosco che si avvicinano a centinaia di mele gettate dai cacciatori per attirare gli ungulati.
Ovviamente l'articolo riesce nell'impresa di dare la colpa agli orsi anche di questo. Sono lì e quindi ecco documentata la famosa invasione degli orsi in Trentino (parafrasando il titolo di un bellissimo romanzo di Dino Buzzati). Un assurdo che dimostra il livello cui è giunto il 'dibattito' sul tema.
I cacciatori foraggiano gli ungulati per attirarli in luoghi più comodi (per loro) per cacciarli e più vicini alle aree antropizzate. Lo fanno (questo sì viene documentato con quelle foto) con chili di mele e alimenti che, naturalmente, piacciono anche agli orsi (che come noto mangiano essenzialmente frutta, radici, piante e solo marginalmente carcasse di animali o bestie vive qualora si possano compiere 'colpi facili' come quelli 'procurati' loro da quegli allevatori che ancora non proteggono i loro animali e li lasciano alla mercè dei predatori sperando non tocchi a loro).
I plantigradi attirati dal cibo si avvicinano e lo mangiano e magari, chissà, finiscono pure per apprezzarne il sapore. E quindi, in cerca di altre mele, dove andranno? Si avvicineranno alle coltivazioni e finiranno per cadere nella peggiore delle trappole non volute (ci auguriamo). I cacciatori, così, li nutrono indirettamente (per abbattere altri animali, tra l'altro), li rendono confidenti (anche all'odore umano) con cibo che poi gli stessi plantigradi potranno procurarsi avvicinandosi alle aree antropizzate e poi si stupiscono di vederli nelle foto scattate dalle fototrappole.
Siamo davvero all'assurdo. Quando poi è stato documentato già in passato che i siti di foraggiamento sono un disastro dal punto di vista della convivenza con i grandi carnivori e degli equilibri naturali.
Il Muse qualche tempo fa ha prodotto uno studio al riguardo: ha analizzato 14 siti di foraggiamento artificiale e altrettanti siti di controllo con caratteristiche ambientali simili, ma privi di mangiatoie, per un totale di 28 siti indagati. Ogni zona è stata monitorata con fototrappole e successivamente perlustrata per rilevare indici di presenza del lupo ed eventuali predazioni. Tra gennaio e marzo 2022 sono state effettuate 9 uscite, con 4 squadre operative per sessione. L’88.9% delle uscite ha portato al rinvenimento di almeno un indice di presenza del lupo, in una trentina di casi le tracce dei predatori sono state rilevate entro una cinquantina di metri dalle mangiatoie.
Il lupo ovviamente usa le mangiatoie esattamente come le usano i cacciatori: sa che lì arriveranno le prede e potrà banchettare facilmente. Nel caso dell'orso è ancor più evidente perché l'orso condivide direttamente il pasto con alcune delle sue potenziali prede: come detto è ghiotto di mais almeno quanto lo è di mele e ciliegie. Qui il nostro approfondimento sul tema con video e documenti. Quello dei siti di foraggiamento è un problema da risolvere in un processo di gestione dei grandi carnivori secondo solo a quello dei bidoni della spazzatura che nelle aree frequentate dai grandi carnivori dovrebbero essere a ''misura''. Nel Trentino Occidentale attirano, ovviamente, gli orsi nei centri abitati e poi ci si stupisce se vengono avvistati. Insomma c'è davvero ancora tanta strada da fare per tentare la strada della convivenza superando quella del lamento.













