''Caro orso, una volta mi eri simpatico ora non più'', lettera di una mamma della Val di Sole che dimostra quanto la politica locale sta facendo male
La popolazione della zona intorno a Caldes si sente giustamente abbandonata. Nulla è stato fatto nemmeno dopo la tragedia di Andrea Papi se non manifestazioni, promesse sconclusionate (tipo ''elimineremo 70 orsi''), comparsate tv eppure a due mesi di distanza non si erano ancora nemmeno sostituiti i bidoni della spazzatura e ora si è di nuovo qui a parlare di plantigradi che si avvicinano alle case attirati dai rifiuti. Pubblichiamo la lettera di una mamma di Cavizzana esasperata e spinta ad odiare gli orsi vivendo, ormai, il proprio rapporto con loro come una vera e propria battaglia: ''Sono arrivata a proibire ai miei bambini di frequentare il campo sportivo che dista 300 metri da casa mia''

CAVIZZANA. ''Caro Orso, una volta mi eri simpatico, ora non più. Per colpa tua, e a ragion veduta dico colpa tua, la libertà mia, dei miei familiari e dei miei conoscenti, è limitata e non di poco. Ovviamente non sei tu l'unico colpevole ma l'incapacità di gestione di tanti altri soggetti, non della tua specie ma della mia''. Questo l'incipit di una lettera firmata scritta da S. una donna che abita a Cavizzana, comune che confina con Caldes, in Val di Sole. Proprio a Cavizzana qualche sera fa uno dei pochissimi bidoni antiorso posizionati da pochi giorni dalla comunità di Valle è stato aperto da un plantigrado reso confidente dalle mancanze delle politica provinciale che nonostante la tragedia avvenuta il 5 aprile con la morte di Andrea Papi in questi mesi non ha fatto nulla se non promettere decine di abbattimenti, deportazioni inattuabili, sbraitare nelle piazze contro tutto e tutti senza pensare alle proprie, uniche, responsabilità.
Quei bidoni sono stati posizionati troppo tardi (tra l'altro il giorno stesso in cui siamo usciti con l'articolo che denunciava il fatto che gli orsi erano tornati nelle vie del paese perché i bidoni della spazzatura erano ''preda'' facile e stavano riportando i plantigradi vicini alle case) e i danni fatti da un'amministrazione inconcludente e incapace di mettere in campo nemmeno i provvedimenti minimi e più banali (come quelli di sostituire i bidoni della zona di Caldes e paesi limitrofi) sono sotto gli occhi di tutti e soprattutto sotto gli occhi di chi in quelle zone vive, ha già pianto una tragedia e ancora vede che nulla viene fatto. Sabrina è tra queste persone: ''Io abito a Cavizzana, ho tre figli in età scolare, non sono giovane, non sono neppure vecchia ed ho ancora tutte le energie che mi permettono di farmi dei bei giretti in montagna, ma non parlo di luoghi impegnativi tipo cucuzzolo della montagna dove magari potrebbe essere comprensibile il tuo regno assoluto (si riferisce all'orso ndr), ma a meno di un chilometro in linea d'aria da dove abito e/o semplicemente su percorsi che fino all'altro giorno erano assolutamente accessibili a tutti''.
Come molte persone del posto è spinta, giocoforza, da tanta inerzia a prendersela con l'orso stesso che effettivamente, in questo momento, non solo non è ''gestito'' da nessun tipo di politica ma è addirittura reso più confidente e ''presente'' dalla non gestione politica della Giunta Fugatti. E purtroppo tutto ciò spinge le persone a prendersela sempre di più con l'orso che, evidentemente, fa l'orso e altro non può fare mente i politici non stanno facendo i politici ma i politicanti. E nel senso di abbandono che viene dal comportamento di quest'ultimi il ''nemico'', paradosso dei paradossi, nel 2023 diventa un animale, l'orso appunto.
Così anche Sabrina ora vede il plantigrado come una sorta di avversario antropomorfo e il linguaggio usato pare quello che ad altre latitudini viene usato contro nostri simili considerati cattivi, gli spacciatori, i delinquenti, i clandestini. ''Io sono arrivata a proibire ai miei bambini di frequentare il campo sportivo che dista 300 metri da casa mia e che si trova a ridosso del bosco. Una situazione che in condizioni normali dovrebbe essere un valore aggiunto in termini di qualità della vita. Tu sai benissimo che in quella zona vivi tranquillo con una ventina di tuoi simili. Per ora stai vincendo tu la battaglia. Stai facendo quello che vuoi. Nessuno ti può far del male, non hai regole da rispettare se non la legge del più forte che però vige solo fra i tuoi simili. Noi nulla possiamo contro di te. Io mi sento impotente''.
Pubblichiamo integralmente la lettera per far capire questa politica quanto male sta facendo alla comunità, in un senso e nell'altro sia che la si pensi in un modo o in maniera opposta. Se una persona come S. arriva a scrivere queste parole significa che chi gestisce la situazione da 5 anni ha già fallito (poi chiunque può dilettarsi in scarica barili della serie, ''eh ma quelli di prima'', ''la colpa è di chi li ha reintrodotti, dei tribunali, delle cavallette'', ma chi parte con questi discorsi non contribuisce ad affrontare il tema, butta la palla in tribuna e non va nemmeno considerato. Si deve capire cosa fare adesso, ora, domani. Se nemmeno si cambiano i bidoni vuol dire che le cose vanno bene così).
Caro Orso,
una volta mi eri simpatico, ora non più...
Per colpa tua, e a ragion veduta dico colpa tua (!!!), la libertà mia, dei miei familiari e dei miei conoscenti, è limitata e non di poco...
Ovviamente non sei tu l'unico colpevole ma l'incapacità di gestione di tanti altri soggetti, non della tua razza ma della mia!
Io abito a Cavizzana, ho tre figli in età scolare, non sono giovane, non sono neppure vecchia ed ho ancora tutte le energie che mi permettono di farmi dei bei giretti in montagna, ma non parlo di luoghi impegnativi tipo cucuzzolo della montagna dove magari potrebbe essere comprensibile il tuo regno assoluto, ma a meno di un km in linea d'aria da dove abito!!! e/o semplicemente su percorsi che fino all'altro giorno erano assolutamente accessibili a tutti.
Sono trentina ma provengo orgogliosamente dalla parte opposta della Provincia. Al mio arrivo quindici anni fa mi sono abituata al paesello e ne ho valorizzato - raccontandolo con orgoglio ai miei parenti e amici - l'importante valore della serenità e tranquillità di una natura incontaminata che in questa zona ho trovato. Purtroppo negli ultimi anni questa serenità si è gradualmente annebbiata a causa della tua presenza sempre più invasiva: avvistamenti di te e tuoi simili e vostre aggressioni nei confronti dell'uomo. Sorge il dubbio degli errati comportamenti dell'uomo e, fidandomi della narrazione di chi pensavo ne capisse e sapesse più di me, ho accettato questa narrazione... Spesso nel bosco ho trovato i resti inconfutabili della tua digestione, spesso addirittura gli stessi resti visti sulla pista ciclabile da me moltissimo frequentata.
Con simpatia pensavo "beh, ho avuto c...o (fortuna!) di aver visto solo questo e non te in persona..." Per quanto gli amici animalisti possano raccontare che è uno spettacolo incontrarti... Questo era il mio pensiero fino a quel 6 aprile quando alle 6.30 della mattina ho sentito un elicottero girare e un'amica mi ha annunciato che un giovane del paese accanto (Caldes) era stato sbranato da una bestia non ancor identificata... La mia preghiera e speranza è subito volata verso l'ipotesi di un malore di Andrea e di un'aggressione successiva al decesso... Il mio cuore pulsava dolente in quelle ore al pensiero dello strazio dei genitori, sorella, fidanzata, amici. E invece no, con il passare delle ore si va confermando l'assurda e straziante tragedia! Un'orsa si è portata via Andrea, un ragazzo che si meritava di vivere e di non finire come tutti ormai sappiamo!
Nell'incredulità massima e indescrivibile trascorrono i giorni... gli animalisti sono scandalizzati dall'accanimento delle comunità locali contro l'orsa responsabile che, anche se soppressa, non risolverebbe l'enorme problema... E l'analisi (perlomeno la mia) si sviluppa su alcuni punti:
1. sono d'accordo che l'abbattimento dell'orsa assassina (e non trovo definizione più corretta nel rispetto della narrazione) non risolve il problema che noi viviamo ancora (!!!) ma il suo abbattimento risponde pur sempre ad un dettato normativo, che però per qualche misterioso meccanismo adesso non trova applicazione...
2. non capisco cosa stanno facendo le istituzioni... Per istituzioni intendo gli enti preposti alla tutela del cittadino. Cosa stanno aspettando??? La morte di qualcun altro??? E poi: chi ha autorizzato questi illuminati a reintrodurre l'orso in un territorio dove si è estinto??? La popolazione è stata ascoltata??? Proprio no!!! Come si sono permesse queste persone di fare tutto ciò??? E ancor peggio: perché ora non risolvono il problema??? I cittadini sono poco informati??? Ma di cosa stiamo parlando??? Lo sappiamo tutti che se siamo attaccati da te, orso, la teoria ci imporrebbe di buttarci a terra con faccia in giù ad attendere che tu te ne vada... Ma per favore... a me viene un infarto se solo ti avvicini a me con aria minacciosa ad annusarmi!!! Io non voglio proprio incontrarti!!!
3. tu, caro orso, stai prendendo sempre più terreno, che non ti spetta! Con questo intendo dirti che sei furbo e hai capito che noi abbiamo sempre più paura di te e non frequentiamo più i NOSTRI (e non solo tuoi!!!) boschi. Motivo per cui ti "allarghi"... Giusto stanotte sei arrivato in paese e chi ti ha visto pensava gli uscisse il cuore dal petto! Possibile che gli animalisti (in realtà non solo loro! ma anche chi ha il potere di cambiare le cose) non capiscono cosa ci stai facendo???
Io inviterei questi ignoranti (nel senso letterale del termine: persone che ignorano) a scambiarci la casa per un mese di questi tempi: loro rinuncerebbero alle loro comodità cittadine o cmq alle loro rassicuranti certezze per venire qui nel paesello; vorrei proprio vederli andare in passeggiata nel bosco qui vicino.
Io sono arrivata a proibire ai miei bambini di frequentare il campo sportivo che dista 300 metri da casa mia e che si trova a ridosso del bosco... Una situazione che in condizioni normali dovrebbe essere un valore aggiunto in termini di qualità della vita! Tu sai benissimo che in quella zona vivi tranquillo con una ventina di tuoi simili...
Per ora stai vincendo tu la battaglia. Stai facendo quello che vuoi. Nessuno ti può far del male, non hai regole da rispettare se non la legge del più forte che però vige solo fra i tuoi simili. Noi nulla possiamo contro di te! Io mi sento impotente. Ho solo la parola, ora, più di te, che però non raggiunge nessun risultato concreto e di questo ne sono, ahimè, ben consapevole...
Un pensiero sincero e affettuoso, insieme ad una preghiera, va ad Andrea che io non conoscevo personalmente, ma che ho sentito come un figlio strappato alla vita e ai suoi affetti, con la sola colpa di amare la corsa e la natura (due amori che condivido con lui)... lui non è stato vittima di un incidente ma è stato assassinato da un animale della tua specie. Specie che poche persone in queste zone hanno accolto, anzi la maggior parte (io sicuramente) ora non vuole più che viva libera su questo territorio... Trovo giusto che la morte di Andrea pesi sulle coscienze di tanti che, in questi anni, hanno ricoperto cariche pubbliche e hanno assunto (o non hanno assunto) decisioni con senso di responsabilità permettendo tutto questo...
Una soluzione va trovata. Non possiamo andare avanti così... Non è giusto e non ce lo meritiamo!!!











