Aggredito dall'orso, la Lav: "Ritardo nelle azioni per favorire la convivenza. Chiudere i sentieri dove ci sono mamme e cuccioli". Leal: "Abbattimenti? Diffidiamo la Pat"
La Lav chiederà copia dei verbali redatti dai forestali trentini “per ottenere tutte le informazioni utili a costruire la difesa dell’orso contro i prevedibili ingiusti attacchi a cui sarà sottoposto"

TRENTO. “Quanto accaduto è riconducibile al gravissimo ritardo con il quale solo quest’anno sono state avviate le prime azioni strutturate di comunicazione per favorire la convivenza fra orsi e cittadini, ben ventiquattro anni dopo la ricomparsa degli orsi in Trentino”. A dichiararlo dopo l'aggressione avvenuta nelle scorse ore di un orso ad un turista francese di 43 anni e Massimo Vitturi responsabile nazionale Animali Selvatici della Lav.
L'associazione punta il dito anche sul tema della chiusura dei sentieri dove è nota la presenza di mamme con cuccioli, una pratica comunemente utilizzata al fine di prevenire possibili incidenti nel Parco Nazionale d’Abruzzo Lazio e Molise, ma che la Provincia di Trento ha sempre ritenuto impossibile da realizzare sul suo territorio” ha dichiarato
La scorsa settimana, infatti, proprio in quella zona era stata avvistata un’orsa accompagnata dai suoi cuccioli, la condizione nella quale un’orsa può reagire con particolare vigore alla presenza di una minaccia che può essere rappresentata anche dalla sola presenza inaspettata di una persona. Avvistamento puntualmente riportato sulla cartina del sito provinciale sui grandi carnivori, che riporta tutte le aree di avvistamento di orse accompagnate dai cuccioli.
“Già nel 2021 quando incontrammo l’assessora Zanotelli, le proponemmo di sviluppare un’applicazione per smartphone che, collegata alla mappa della Provincia, potesse dare informazioni aggiornate in tempo reale sulle zone da evitare perché frequentate da orse con cuccioli – ha aggiunto Massimo Vitturi della Lav– se tre anni fa invece di accompagnarci alla porta ci avesse ascoltati, è possibile che oggi non ci troveremmo a commentare questo incidente.”
Quanto accaduto, continua in una nota la Lav, “deve quindi essere d’esempio perché la giunta Fugatti capisca finalmente l’importanza di provvedere a chiusure, anche parziali, anche virtuali utilizzando la tecnologia, di sentieri che si trovano ad attraversare zone frequentate da orse accompagnate dai cuccioli, chiusure in ogni caso che rendano responsabili della propria incolumità i cittadini che volessero comunque addentrarsi in quelle zone nonostante gli avvisi”.
“Non è più tollerabile che la responsabilità degli incidenti venga sempre e comunque addossata agli orsi – ha concluso Vitturi di Lav– anche le persone devono essere consapevoli che sono i loro stessi comportamenti a poterli mettere a rischio, proprio come quando superiamo i limiti di velocità in automobile.”
Ora la Lav chiederà copia dei verbali redatti dai forestali trentini “per ottenere tutte le informazioni utili a costruire la difesa dell’orso contro i prevedibili ingiusti attacchi a cui sarà sottoposto. Faremo tutto il possibile per salvarlo” conclude l'associazione.
Ad intervenire anche l'Oipa che, sulla stella linea della Lav, spiega come sia ormai il tempo di “mettere in sicurezza non solo residenti ed escursionisti dagli orsi, ma anche gli orsi da residenti ed escursionisti”.
Secondo l'associazione “Troppe le azioni che la Provincia autonoma di Trento deve ancora da mettere in campo: da una efficace campagna d’educazione, informazione e comunicazione, alla dotazione di bidoni della spazzatura anti orso, da una chiara segnaletica al divieto di circolazione su sentieri a rischio, secondo l’esperienza del Parco nazionale d’Abruzzo Pnalm), Lazio e Molise; dalla creazione di corridoi faunistici alla piantumazione di colture e alberi da frutto in alta quota, dall’allestimento di recinzioni elettriche per proteggere giardini e allevamento al divieto di foraggiare animali selvatici”.
L’Oipa sottolinea che, purtroppo, la Provincia di Trento, guidata da Maurizio Fugatti, “sinora ha solo ragionato in termini di 'reazione corpo a corpo'”, ordinando catture e abbattimenti nei confronti degli orsi che fanno gli orsi, ignorando le buone pratiche applicate per esempio dal Pnalm. “Auspichiamo un cambio di rotta, in nome di una sempre possibile serena convivenza uomo-orso”.
L’associazione, in un probabile ricorso al Tribunale regionale di Giustizia amministrativa di Trento contro eventuali provvedimenti della Provincia, rileverà come la legge provinciale “ammazzaorsi” è oggetto di una procedura Pilot innanzi alla Commissione Europea e che potrebbe essere incostituzionale per violazione dell’articolo 9 della Carta costituzionale.
“Ci sono incongruenze nelle cronache che girano sul web – spiega invece Leal - qualcuno riferisce che il turista stesse passeggiando altri che stesse correndo al limite del bosco quando è avvenuto l’incontro con il plantigrado. In attesa che Corpo Forestale Provinciale e Carabinieri raccolgano tracce biologiche ed elementi per identificare l'esemplare, è immediato il J’accuse di Leal alla Provincia”.
Il presidente Gian Marco Prampolini comunica di aver dato immediato mandato ai legali dell’associazione per un accesso agli atti e rimarca: “In attesa di capire cosa emergerà dalle relazioni dei Carabinieri Forestali riteniamo la Provincia di Trento responsabile per la mancata prevenzione. Nel frattempo diffidiamo la Provincia di Trento dal procedere ad abbattimenti e auspichiamo da parte dei forestali il massimo controllo sul territorio per evitare i noti episodi di bracconaggio giustizialista”.


















