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| 18 lug 2024 | 08:08

Abbattimento dell'orsa che ha aggredito il turista francese, Lav: "I suoi cuccioli nati nel 2024 difficilmente potranno farcela senza madre"

Massimo Vitturi, responsabile Lav per l’Area Animali Selvatici ha spiegato che l'associazione "fa ricorso al Tar"

di Redazione

TRENTO. “I cuccioli nati nel 2024 e in compagnia dell’orsa presunta responsabile dell’aggressione, difficilmente potranno farcela in assenza della madre”. A dirlo è la Lav che attraverso una nota ha spiegato che  risponderà colpo su colpo a “questa rappresaglia insensata e violenta nei confronti degli orsi voluta dal Presidente Fugatti, che non ha mai fatto nulla per garantire la sicurezza dei cittadini, informandoli ed educandoli ad una corretta convivenza con gli animali selvatici”.

 

Nelle scorse ore il governatore attraverso “Un provvedimento contingibile e urgente”, ha dato ordine al Corpo Forestale Trentino di proseguire un monitoraggio intensivo nelle zone dove si è verificato l’incidente, procedere con l’identificazione genetica dell’individuo responsabile dell’aggressione al turista francese e di procedere con la sua uccisione.  

 

“Il nostro Ufficio Legale è già al lavoro per impugnare questa ordinanza, che ha più il sapore di una vendetta nei confronti dell’orsa, che non la ricerca di sicurezza attraverso la convivenza pacifica, nel rispetto della vita dei cittadini e degli animali. Ci opponiamo al provvedimento e facciamo ricorso al Tar”, ha dichiarato Massimo Vitturi, responsabile Lav per l’Area Animali Selvatici.  

 

Lav è pronta a impugnare qualsiasi altro atto che metta a rischio la vita degli orsi. 

 

“La sicurezza dei cittadini è esclusivamente legata alla responsabilità delle loro azioni nel momento in cui si trovano in un territorio in cui vivono gli orsi, riportati in Trentino dalla stessa Provincia autonoma – aggiunge Massimo Vitturi di LAV - Per questo è importantissimo sapere come comportarsi nel caso ci si trovi in una zona frequentata dagli orsi e nel caso di vero e proprio incontro con un orso”. 

 

Un’informazione, spiega sempre la Lav, che doveva essere trasmessa ai cittadini proprio dalla Provincia di Trento, “che invece negli ultimi 24 anni non ha fatto nulla”. 

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