Scontro orso-auto sulla Gardesana, l'Enpa: "Da anni chiediamo corridoi ecologici ma la Provincia fa orecchie da mercante, colpevole inerzia a danno dei cittadini"
La presidente di Enpa del Trentino Ivana Sandri: "Quanti altri incidenti con la fauna selvatica dovranno avvenire prima che la Provincia si svegli da un torpore nefasto per animali e cittadini?"

VALLELAGHI. “Ancora una volta l'impatto tra un automezzo e un orso è avvenuto in quel 30 per cento del territorio trentino in cui avviene il 90 per cento degli investimenti di fauna selvatica”.
A dirlo è l'Enpa del Trentino che prende parola sull'investimento di un plantigrado (QUI ARTICOLO) avvenuto ieri mattina, venerdì 18 ottobre, lungo la strada statale 45bis della Gardesana Occidentale all'altezza di Vezzano, frazione del Comune di Vallelaghi. Dopo l'impatto l'orsa, che a detta dell'autista era una femmina accompagnata da tre cuccioli, si è allontanata nel bosco verso la zona del Monte Bondone.
L'associazione, attraverso le parole della presidente Ivana Sandri, sottolinea: “Da anni chiediamo la realizzazione di alcuni corridoi ecologici, come ecodotti, sovrappassi e ponti verdi, nelle tratte stradali che intercettano e interrompono gli arcinoti percorsi di attraversamento utilizzati dalla fauna selvatica”.
Il dito viene poi puntato contro la Provincia che, a detta di Enpa, “continua a fare orecchie da mercante” nonostante gli incidenti si susseguano a ritmo allarmante: “La sicurezza dei cittadini e la tutela degli animali non sono optional, pertanto noi continueremo a chiederle”.
Nella nota diffusa viene poi sottolineato come “questa colpevole inerzia” vada a danno dei cittadini e del patrimonio indisponibile dello Stato “nuocendo all’intera comunità”, mentre i costi delle opere per l’attraversamento della rete viaria nei punti più pericolosi del territorio “verrebbero ammortizzati nel medio periodo” e velocemente compensati in termini di maggiore sicurezza del traffico stradale. “Ci chiediamo infatti, e lo chiediamo alla PAT – viene puntualizzato – quali e quanti siano i costi per gli interventi dei forestali, dei vigili del fuoco e degli addetti al Servizio strade al fine del ripristino della circolazione”.
La presidente di Enpa del Trentino prosegue: “Non pretendiamo di veder sorgere dall’oggi al domani ponti verdi ovunque, e che tutti siano sensibili come noi alla tutela degli animali, ma richiamiamo le istituzioni al dovere di garantire la sicurezza degli automobilisti”.
A tal proposito ad essere messo in evidenza è come, oltre ad un più che comprensibile spavento, questi subiscano danni agli automezzi “che dovranno affrontare di tasca propria” pagando gli interventi necessari al recupero e alla riparazione del mezzo, oppure sottoscrivendo garanzie assicurative accessorie, nonché danni fisici ed emotivi a carico di guidatori e passeggeri.
“Quanti altri incidenti con la fauna selvatica dovranno avvenire – conclude Ivana Sandri – prima che la PAT si svegli da un torpore nefasto per animali e cittadini?”.













