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Trento
01 novembre | 15:17

"Pace, dialogo e mitezza sono antidoto alla morte e alla dissoluzione dell'umanità", l'arcivescovo Lauro nell'omelia di Ognissanti

Oggi, 1 novembre, l'arcivescovo Lauro Tisi ha celebrato la solennità di Ognissanti al cimitero di Trento. "Dio è una virgola, non un punto. Ama fare e ricevere domande ed è irriducibile nel rilanciare continuamente la speranza"

"Pace, dialogo e mitezza sono antidoto alla morte e alla dissoluzione dell'umanità"
di Redazione

TRENTO. “In queste ore drammatiche, mentre l’umanità da un lato registra incredibili sviluppi nella tecnologia e prospetta scenari di grande cambiamento, dall’altra, tragicamente, rischia di cancellare sé stessa con l’indebolimento del sistema democratico, il ritorno tragico dei nazionalismi, il ricorso sistematico alla forza e alle armi”.

 

E' un passaggio dell'omelia pronunciata dell'arcivescovo Lauro Tisi oggi, 1 novembre, nella solennità di Ognissanti sul cimitero di Trento. “A questa umanità si rivolge oggi l’Uomo delle Beatitudini che regala a ogni uomo e ogni donna le fonti della vita, l’antidoto alla morte e alla dissoluzione dell’umanità” attraverso la “riscoperta del grazie” e la “via della pace, del dialogo e della mitezza. Essa apre opportunità, novità, costruisce futuro, a differenza dell’odio che rende ciechi, chiude l’orizzonte, dà la morte”.

 

Dio è una virgola, non un punto. Ama fare e ricevere domande. E il terreno del morire, da sempre è fecondo di domande” aggiunge l'arcivescovo, distinguendo tra le domande originate da una “riflessione astratta attorno alla morte” oppure dall’”esperienza del morire delle persone che ti hanno amato e che hai amato”.

 

L'arcivescovo Lauro prova a filtrare l’attualità – il “sangue versato di tanti innocenti, la morte inferta con inaudita crudeltà” – alla luce del testo dell’Apocalisse, “che parla di uomini le cui vesti sono rese candide dal sangue dell’Agnello. Nel testo biblico il vestito rappresenta, simbolicamente, la forza e la dignità di una persona. Come è possibile che il sangue renda bianche le vesti? La risposta possiamo cercarla nelle storie di tanti testimoni, il cui dono della vita – spesso tolta a loro con violenza – è diventato forza di cambiamento e di liberazione. La loro morte – come chicco di frumento che cade in terra e porta frutto – ha generato e continua a generare germogli di speranza” prosegue nell'omelia.

 

“Dio, amante della virgola, - conclude - è irriducibile nel rilanciare continuamente la speranza, facendo nascere ogni giorno uomini e donne che alla logica del dare la morte sostituiscono il regalare la propria vita”.

 

Domani, giovedì 2 novembre, giorno della commemorazione dei defunti, l’arcivescovo guiderà alle 11.00 la celebrazione eucaristica al sacrario militare del cimitero del capoluogo, in memoria dei caduti di tutte le guerre.

 

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