Pista da bob di Cortina, deserta anche la seconda gara, al termine previsto dal bando non ci sarebbero state offerte
Il bando scadeva il 20 settembre alle 12. Dal comune di Cortina d'Ampezzo non arrivano né conferme né smentite. Il sindaco Lorenzi dichiara di non aver avuto alcuna comunicazione. Intanto aumentano le adesioni alla manifestazione

BELLUNO. Si fa più tortuosa la strada verso la riqualificazione della pista da bob di Cortina d'Ampezzo. Secondo quanto riporta il Corriere del Veneto, anche la seconda gara da 80 milioni di euro per l'affidamento dei lavori della pista Eugenio Monti in vista delle Olimpiadi invernali 2026 sarebbe andata deserta.
Dal comune di Cortina d'Ampezzo nessuna conferma o smentita. Il sindaco Gianluca Lorenzi dichiara di non avere avuto alcuna comunicazione in proposito da parte di Luigi Valerio Sant'Andrea, commissario e amministratore delegato di Simico, la Società infrastrutture Milano Cortina, società dalla quale non è arrivato nulla di ufficiale. Nessuna informazione nemmeno da parte del presidente della provincia di Belluno, Roberto Padrin, che dichiara di non sapere nulla.
Anche la prima gara di appalto, indetta nei mesi scorsi, non aveva avuto alcuna offerta (qui articolo). Per la seconda gara si era, quindi, scelto il percorso della procedura negoziata, senza bando e con inviti diretti. La scadenza per la presentazione delle offerte per la procedura negoziale era il 20 settembre alle 12. Ma, come detto, non sarebbero state presentate offerte da parte di ditte interessate a realizzare il nuovo Sliding Centre di Cortina.
Intanto, non si fermano le proteste e gli appelli contro l'impianto milionario. Aumentano, infatti, le adesioni alla manifestazione “Pista da bob: ultima chiamata”, in programma domenica 24 settembre a Cortina d'Ampezzo alle 10.30 in piazza Dibona, che vedrà la comunità ampezzana, sostenuta da numerose associazioni ambientaliste, unita per dire no al progetto, per il quale si vogliono investire oltre 120 milioni di euro per uno sport praticato da 35 persone. Una cifra a cui bisogna aggiungere i costi di gestione dell'impianto, 1,5 milioni di euro all'anno.












