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Belluno
23 febbraio | 17:41

“Popolazione di lazzaroni e assistenzialisti”: turista condannata a pagare 11mila euro per le offese agli abitanti di Rocca Pietore dopo Vaia

La vicenda si era svolta agli inizi del 2019: la donna, una turista bresciana, aveva scritto un post di offese su Facebook indirizzato agli abitanti di Rocca Pietore. A quattro anni di distanza ora è arrivata la condanna per diffamazione. Il sindaco: “Un segnale forte che viene dato a coloro che pensano di poter scrivere qualsiasi cosa sui social come se niente fosse”

BELLUNO. Condannata per diffamazione la turista bresciana che, nel gennaio del 2019, aveva offeso gli abitanti di Rocca Pietore su Facebook: dovrà pagare 11mila euro al Comune. La vicenda, come detto, risale a quattro anni fa: erano passati pochi mesi dalla devastazione portata dalla tempesta Vaia e la donna, in visita nella zona dei Serrai di Sottoguda, si era appellata ai cittadini della zona parlando di una “popolazione di lazzaroni ed assistenzialisti” ed apostrofandoli come “indegni ed indecenti” e “merde”.

 

Un'escalation di insulti che, pochi giorni dopo, era stata condannata in un post addirittura dal presidente della Regione Veneto Luca Zaia: “Sono esterrefatto – aveva scritto il 17 gennaio –, non c'è il minimo rispetto per chi ha visto il proprio paese distrutto e i boschi spazzati via dalla furia del vento. Vorrei elencare alla signora i miracoli compiuti dalla popolazione bellunese in pochi giorni, dall'acquedotto riparato in tempi record alle strade sgomberate, a tutto il resto. Ma forse non ne vale la pena, per chi riesce ad esprimersi in questo modo”.

 

“Come Comune – ha spiegato il sindaco di Rocca Pietore Andrea de Bernardin – l'avevamo citata in causa e ora il Tribunale ha deciso che la signora è colpevole e deve pagare un risarcimento al Comune di Rocca di 11mila euro. È un segnale forte che viene dato a coloro che pensano di poter scrivere qualsiasi cosa sui social come se niente fosse”. Il primo cittadino si aspettava addirittura “qualcosa in più”, ha sottolineato, dicendosi comunque abbastanza soddisfatto della sentenza che: “Dà un segnale a tutti i leoni da tastiera”.

 

Oltre al risarcimento, nella sentenza (contro la quale potrà essere proposto appello) la donna è stata condannata anche a pagare al Comune di Rocca Pietore la metà delle spese di giudizio. Come spiegato dal giudice Beniamino Margiotta nella sentenza stessa, in seguito la donna aveva pure rincarato la dose pubblicando, il 20 gennaio, un post “che ritraeva il suo volto con un'espressione beffarda in un'immagine avente come sfondo il territorio devastato dall'uragano Vaia” e sulla quale era scritto a caratteri cubitali “Zaia vuole denunciarmi ma insulto ancora gli agordini”.

 

Un gesto che, secondo il giudice, rimarca “la coscienza e la volontarietà dell'azione di proferire insulti nei confronti della popolazione di quei luoghi e la consapevolezza che tali azioni avrebbero potuto avere conseguenze legali”. Non vi è dubbio, si legge nella sentenza, che “la diffamazione perpetrata dalla convenuta vada a ledere il bene giuridico tutelato dell'altrui reputazione di coloro che in quel territorio vivono” e “la sussistenza dell'elemento oggettivo dell'illecito non è in alcun modo scalfita dalla sussistenza di cause di giustificazione” visto che “non vi è verità del fatto, od interesse pubblico alla vicenda che possa giustificare l'utilizzo di epiteti gravemente offensivi quali quelli utilizzati dalla convenuta, a maggior ragione laddove costei tenta di giustificare le proprie affermazioni sulla base del fatto che i danni dall'uragano Vaia non sarebbero stati ancora ripristinati, quando è notorio che quel territorio è stato particolarmente martoriato dal fenomeno”.

 

Il soggetto passivo della condotta diffamatoria, scrive ancora il giudice, “sono i cittadini di Rocca Pietore, già comprensibilmente e gravemente turbati dalla distruzione conseguente alla tempesta Vaia i quali, ancora memori di tale calamità naturale e delle conseguenti distruzioni che hanno interessato il territorio ed il tessuto economico, sono apostrofati come lazzaroni, nullafacenti, indegni, indecenti da una persona che poco dopo tale grave aggressione verbale si fa ritrarre sorridente davanti alle distruzioni dell'uragano”.

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