Pronto soccorso intasato, Ioppi: ''Situazione complicata e nessuno sta facendo nulla''. Sulla Sanità spiega: ''Organizzazione vecchia, inadeguata per i nuovi bisogni''
Le soluzioni adottate, dai gettonisti agli incarichi privati, non risolvono i problemi che si trascinano da tempo. Ioppi: ''La cosa più grave sta nel non esserci alcun tentativo per sollevare il medico almeno da quei pesi che si potrebbero evitare. Sarebbe un compito dell'assessorato, della politica, di chi fa le norme. Invece si va solo a pensare a fare degli ordini di servizio, a tappare i buchi"

TRENTO. “Sicuramente la situazione si sta complicando e ormai è davvero drammatica. Nessuno sta cercando di fare qualcosa, non si trovano soluzioni”. Il presidente dell'Ordine dei Medici, Marco Ioppi, è intervenuto sulla situazione che si sta verificando al Pronto Soccorso dell'ospedale Santa Chiara di Trento e sulle difficoltà che si stanno riscontrando sempre di più su tutto il territorio. (QUI L'ARTICOLO)
''Turni interi senza avere il tempo di andare in bagno'' è stata la denuncia fatta dalle pagine de il Dolomiti da un sanitario. Mjriam Sanò, referente di Anaao, l'Associazione medici dirigenti, ha spiegato che il 50% dei codici verdi e bianchi arrivano in Ps perchè sul territorio non trovano una soluzione aumentando così a dismisura i carichi di lavoro del personale.
“La soluzione sarebbe quella di andare ad adeguare l'organico del Pronto Soccorso – spiega Ioppi - e di tutti gli altri reparti. Nello stesso tempo è necessario, però, anche sostenere la medicina sul territorio che è gravata da una crescita impressionante di richieste di salute visto anche l'aumento dell'età della popolazione. In questo periodo, tra l'altro, ci sono le influenze, ci sono le vaccinazioni. C'è proprio una situazione che si sta complicando e non mancano i cittadini che si presentano al Pronto soccorso con richieste davvero inappropriate”.
Una situazione che si è creata negli anni e ora è davvero difficile da fermare con una medicina territoriale non adeguata ai bisogni dei cittadini che a loro volta cercano risposte nei pronto soccorso causando, però, un vero e proprio intasamento dell'attività.
“Mancano specialisti – continua Ioppi – mancano medici di medicina generale, c'è un tetto per il personale che è fermo da anni e non è stato più rivisto. In Trentino abbiamo una organizzazione sanitaria disegnata in passato e non più rivista ed ora è inadeguata. Abbiamo avuto una pandemia, non possiamo credere che non sia cambiato nulla”.
Le soluzioni adottate fino ad oggi non sono state per nulla lungimiranti ma sono servite per tappare buchi, rispondere nell'immediato alle emergenze imboccando strade che però rischiano di trasformare la Sanità da pubblica a privata. “Si tenta ad ovviare ai vari problemi – ha affermato Marco Ioppi - con i gettonisti o incaricando il privato. Così si va solamente verso quel disegno futuro che è quello di privatizzare la sanità. E' un pericolo che paventiamo in maniera documentata”.
Ma ad ingolfare l'intero sistema è anche la burocrazia che riesce addirittura ad ostacolare l'attività clinica. “Questa è una situazione di emergenza di cui non si vede la fine. Ma la cosa più grave è che non vi è alcun tentativo fatto per sollevare il medico almeno da quei pesi che si potrebbero evitare. Sarebbe un compito dell'assessorato, della politica, di chi fa le norme. Invece si va solo a pensare a fare degli ordini di servizio, a tappare i buchi. Lo si fa puntando sulla responsabilità dei professionisti, sul loro spirito di servizio. Ma questi valori ormai i medici li hanno già sborsati, e quello che sta accadendo, la disorganizzazione a cui assistiamo, va solo a far disinnamorare il medico dal fare la sua professione”.












