Rsa e Apsp, la Cisl Fp: "Dopo 5 anni di assenza di risposte chiediamo a Tonina coraggio e un cambio di passo: apra gli Stati generali della sanità e dell'assistenza"
Le Apsp e le Rsa sono in sofferenza, la Cisl Fp: "Chiediamo di aprire un tavolo di confronto e di analisi a tutto tondo con i rappresentanti dei lavoratori che non sono gli ordini professionali"

TRENTO. Una cronica carenza di personale sanitario e di assistenza e in generale anche di supporto, un'età media degli operatori sempre più elevata, posti letto che scarseggiano per rispondere ai fabbisogni, bisogni sempre più complessi per l'invecchiamento della popolazione. Questi i nodi delle Apsp e delle Rsa, settori sempre più in sofferenza.
"Non possiamo accettare pero una nuova spending review, basta con la solita musica di fare di più con meno come si legge sui giornali in questi giorni", commenta Giuseppe Pallanch, segretario della Cisl Fp. "A inizio mandato l'assessore Tonina non può già mettere le mani avanti per spiegare che non ci sono risorse e che non si può investire in questo settore strategico per il Trentino".
La sanità e l’assistenza sono in fortissima sofferenza per "l'incapacità della Provincia di ascoltare e di dare risposte. Chiediamo di aprire un tavolo di confronto e di analisi a tutto tondo con i rappresentanti dei lavoratori che non sono gli ordini professionali ", evidenzia Pallanch. "Negli ultimi 5 anni l'assessorato è stato assente nelle risposte e ha prestato pochissima attenzione agli allarmi lanciati dai sindacati. Oggi c'è la necessità di discontinuità nell'approccio e nel trattare questo argomento. La richiesta a Tonina è di avere coraggio e di aprire una nuova stagione nell'affrontare i tantissimi problemi di questo settore: si aprano gli Stati generali della sanità e assistenza".
Non solo finanziamenti e investimenti ma anche rivedere l'organizzazione. "Il prezioso patrimonio di personale delle Rsa merita di essere ascoltato e di avere risposte. Gli operatori sono stremati e bisogna ammodernare il settore, cominciando dalla revisione dei parametri assistenziali. La valorizzazione non passa attraverso gli abbonamenti alle Spa e gli skipass omaggio: serve una proposta seria e strutturale".
Il sindacato riflette sulla necessità di una programmazione puntuale. "Mancano molte figure, l'età media degli operatori è sempre più elevata e c'è una forte difficoltà nel sostenere questi ritmi di lavoro. Una risposta, seppur non esaustiva, potrebbe arrivare non solo dal mettere nelle buste paga più soldi ma lavorare meglio sui tempi di conciliazione lavoro e sulle turnistiche che spesso sono ostili ad una vita famigliare. Non sarebbe un'azione risolutiva ma almeno una prima risposta alla fatica che si percepisce nelle corsie. Un segno di rispetto verso lavoratrici e lavoratori che affrontano un comparto sempre più complesso e dispendioso fisicamente e psicologicamente", conclude Pallanch.












