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| 22 mar 2025 | 18:06

Crisi nelle Rsa e la riforma 0-6 tra i temi che preoccupano la Cisl: "Servono risposte dalla politica e bisogna coinvolgere nelle decisioni chi lavora ogni giorno in questi settori"

La Cisl Fp sulla crisi nelle case di riposo: "E' ormai arrivato il tempo di affrontare le sfide perché il settore annaspa sempre di più. Si deve partire dal protocollo firmato nel giugno dell'anno scorso e dalla valorizzazione del capitale umano. Non vediamo modelli da esportare ma tanti aspetti da cambiare"

Crisi nelle Rsa e la riforma 0-6 tra i temi che preoccupano la Cisl
di Redazione

TRENTO. La situazione di forte crisi nelle Rsa e la discussione della riforma 0-6 sono tra i temi che più preoccupano la Funzione pubblica della Cisl.

 

"Aspettiamo tante, troppe, risposte dalla politica", spiegano Giuseppe Pallanch e Cindy Gallizzi, rispettivamente segretario e componente della squadra di vertice della Cisl Fp. "Dall'osservatorio sulle Rsa e le Apsp alla revisione dei parametri, sono ancora purtroppo molte le promesse dalla Provincia. E' ormai arrivato il tempo di affrontare le sfide perché il settore annaspa sempre di più".

 

La demografia del Trentino dovrebbe essere chiara anche ai nostri interlocutori politici e tecnici. Oggi nella popolazione trentina sono già presenti oltre 113 mila over 65 e più d 57 mila over 75. Le analisi evidenziano che, nel 2030, saranno 150.700 le persone con più di 65 anni e 78.400 con più di 75 anni. Le stime indicano, poi, che si sale a 193.400 e 113.300 rispettivamente over 65 e over 75.

 

Già adesso si stima che in Trentino vivano circa 18 mila persone over 65 in condizioni di non autosufficienza e che circa metà di queste si trovano in condizioni di solitudine o in carico alle famiglie, fuori quindi dal circuito pubblico di assistenza.

 

"Questi i numeri che rappresentano la mole di lavoro e di stress che affrontano e affronteranno le lavoratrici e i lavoratori che si spendono con abnegazione, professionalità e passione per assicurare il meglio a pazienti fragili sempre più complessi. E' ora di attuare quanto contenuto nel protocollo del giugno 2024 perché il personale è sempre più stremato e fugge. Non può prendersi come modello quello della revisione della spesa la strada maestra, ma quello di investire per il bene della nostra comunità". 

La Cisl vuole partecipare e portare "una prospettiva per sviluppare il settore e riorganizzare l’assistenza  con un patto sociale che metta il capitale umano al primo posto senza se e senza ma".

 

Capitale umano che deve essere centrale, per il sindacato di via Degasperi, anche nella trattazione della riforma 0-6. "Tanti ddl che, complice la campagna elettorale per le comunali, servono per una visibilità personale ma nessun dispositivo prevede il coinvolgimento del personale che quotidianamente opera in questo comparto. Le lavoratrici e i lavoratori vengono dimenticati e messi in secondo piano come troppo spesso capita", conclude Pallanch.

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