Anziani in aumento e Rsa che non bastano: in Trentino mille in lista e copertura in calo negli ultimi 20 anni. Ecco i dati, Chiogna: "Servono strutture leggere e prevenzione"
La popolazione anziana cresce a un ritmo sostenuto, mentre l’offerta di posti nelle strutture residenziali non aumenta in modo proporzionale. Di conseguenza, anche in presenza di un numero assoluto di posti relativamente stabile, la copertura tende a ridursi

TRENTO. Un aumento costante delle persone anziane e un sistema di Rsa che purtroppo fatica a mantenere il passo. E' la situazione che viene fotografata con gli ultimi dati che sono stati diffusi dall'Istat e che riguardano i posti nelle case di riposo in Trentino mettendo in luce una trasformazione significativa nel sistema di assistenza agli over 65.
In Trentino, si passa da 5 posti nelle Rsa ogni 100 anziani nel 2000 a 3,9 nel 2023. Il calo è graduale ma costante. Il confronto con le altre aree del Paese fa capire ancora di più la situazione. Il Veneto e la Lombardia presentano livelli più bassi e una riduzione più marcata, mentre il dato nazionale si mantiene stabilmente su valori inferiori, passando da 2,4 nel 2000 a circa 1,9 nel 2021.

Dati che mostrano come il nostro territorio si trovi in una situazione migliore rispetto altre zone d'Italia ma non mancano i campanelli d'allarme. In sostanza, la popolazione anziana cresce a un ritmo sostenuto, mentre l’offerta di posti nelle strutture residenziali non aumenta in modo proporzionale. Di conseguenza, anche in presenza di un numero assoluto di posti relativamente stabile, la copertura tende a ridursi.
Una situazione che deve far riflettere e che mostra la necessità di una riorganizzazione dei servizi per riuscire a mettere in campo risposte adeguate per i bisogni futuri.
A parlare di strategie da usare è la presidente di Upipa, Michela Chiogna. Ad oggi sono circa un migliaio le persone che sono in attesa di un posto nelle Rsa. Anziani che attendono un posto convenzionato. “E' un numero relativo – ci spiega la presidente – perché molti non fanno domanda se non sono gravi perché sanno che i posti sono tutti occupati”.
Qualche settimana fa la Pat ha dato il via libera ad un aumento di 250 posti a pagamento. Un numero importante che ha portato le Rsa ad una rilevazione degli spazi disponibili per organizzare al meglio la nuova disponibilità.
Ma come si organizzeranno le case di riposo? L’invecchiamento della popolazione porterà infatti un aumento significativo della domanda di assistenza. “A nostro avviso le soluzioni da mettere in campo possono essere tre” ci spiega la presidente di Upipa Michela Chiogna.
“Crediamo – continua – che il punto più importante sarà la differenziazione del servizio. Stiamo parlando delle famose Rsa leggere che sono rappresentate da 53 posti al momento sull'aumento dei 250 di posti decisi dalla Provincia”. Si tratta di posti pensati per gli anziani non gravi che oggi restano sospesi tra casa e struttura.
“A fine marzo – prosegue Chiogna – comunicheremo alla Provincia la nostra proposta sulla dislocazione di questi posti. Questa è una delle vie giusta da seguire. Sono posti per quelle persone che non riescono ad entrare in Rsa, hanno bisogno di una assistenza medica e di essere seguiti, ma non sono totalmente non autosufficienti come le persone in condizioni gravi che oggi entrano nelle Rsa”.
Fondamentale sarà ovviamente riuscire ad aumentare questi posti di Rsa leggera e l'impegno di Upipa è quello di fare una attenta ricognizione delle strutture e capire quali possono essere eventualmente utilizzate con questo fine.
La seconda strada da percorrere è la prevenzione. Un'altra sfida importante per evitare che la pressione sulle Rsa diventi insostenibile. “E' importante riuscire ad invecchiare nel modo migliore possibile in modo tale da aver bisogno sempre più tardi della casa di riposo”.
Difficile pensare che le nuove strutture che si stanno pensando risolveranno il problema perché la maggior parte andranno a sostituire quelle vecchie e non più adatte ai bisogni di assistenza. La terza strada, quella più lunga, sarebbe quella dell'aumento dei posti e quindi delle strutture. “In questo caso la spesa è molto impegnativa e non sufficientemente tempestiva” conclude Chiosa che chiarisce. “Rsa leggere e prevenzione per un invecchiamento migliore sono due strade fondamentali che dobbiamo intraprendere. Solo così si riuscirà a portare avanti l'intero sistema”.












