Sanità trentina nella “tempesta perfetta”: mancano 450 infermieri mentre l’età avanza e molti se ne vanno. Pedrotti: "Si mette a rischio la tenuta del sistema"
Il presidente Daniel Pedrotti, nel corso della riunione annuale dell’Ordine delle Professioni Infermieristiche della Provincia di Trento ha sottolineato come siano necessari interventi rapidi e importanti. L'appello alla politica: "La nostra autonomia è motivo di orgoglio, ma soprattutto una grande opportunità di sperimentazione per migliorare il sistema salute e rendere il Trentino un modello nazionale di buone pratiche e di investimento sul capitale umano”

TRENTO. Bisogni di salute in aumento e sempre più complessi, necessità di nuovi servizi, a fronte di risorse sempre più limitate, in particolare di professionisti sanitari e, prioritariamente, di infermieri. Siamo in una “tempesta demografica perfetta”, le parole arrivano da Daniel Pedrotti, presidente dell’Ordine delle Professioni Infermieristiche della Provincia di Trento in occasione dell’assemblea annuale degli iscritti. Un appuntamento importante dove sono stati snocciolati dati e messe sul tavolo le sfide che la sanità trentina si trova davanti.
Ci sono due temi fondamentali: il calo delle nascite e l'invecchiamento della popolazione. “È necessario intervenire con convinzione, in modo pianificato e strutturato, per garantire la sostenibilità del sistema, a partire dal suo bene più prezioso: il capitale umano” ha chiarito Pedrotti.
A fotografare la situazione sono i numeri della professione infermieristica in Trentino che conta 4.648 iscritti. Un tema critico riguarda l’invecchiamento dei professionisti con l’apice della “gobba pensionistica” che arriverà fra 4-5 anni. Complessivamente, il 41% degli infermieri trentini ha tra 46 e 60 anni, il che significa che nei prossimi quindici anni circa 2.000 professionisti usciranno dalla professione, con una media di 130 all’anno.
A questi si aggiungono le dimissioni volontarie verso il privato e il vicino Alto Adige: negli ultimi anni gli infermieri libero-professionisti sono aumentati da 166 a 229 con un incremento del 38%.
Si stima che la carenza strutturale in Trentino è di circa 250 infermieri. A questi si aggiungono 180-200 infermieri di famiglia e comunità.
SITUAZIONE DEMOGRAFICA E BISOGNI SANITARI
La diminuzione dei nuovi nati continua a rappresentare un problema anche in Trentino. Sul territorio si è passati dalle 7.367 del 1967 alle 4.743 del 1999, fino a stabilizzarsi negli ultimi due anni su 3.576 nel 2024 e 3.568 nel 2025.
Parallelamente ci sono sempre più anziani e i bisogni diventano sempre più complessi. Oggi la speranza di vita in Trentino è pari a 84,7 anni. La popolazione over 65 rappresenta il 24,1% (131.499 persone), di cui il 7,6% (41.806) ha 80 anni e oltre. Entro il 2050 queste percentuali saliranno rispettivamente al 33,4% e al 13,5%, collocando il Trentino tra i territori con i livelli più elevati a livello internazionale.
“SENZA INFERMIERI A RISCHIO LA TENUTA DEL SISTEMA”
Nel sistema sanitario provinciale permane una fragilità sempre più evidente: la difficoltà cronica di trattenere e valorizzare i professionisti infermieristici. Un problema che, come ha ribadito Pedrotti, non può più essere affrontato con interventi episodici o promesse di principio, ma richiede scelte politiche coraggiose e una visione di lungo periodo.
“È fondamentale – ha spiegato il presidente dell'Ordine delle professioni infermieristiche - la consapevolezza che senza infermieri, o con un numero insufficiente, sono a rischio la salute dei cittadini e la tenuta stessa del sistema salute”.
Pedrotti ha ribadito la necessità di istituire un tavolo dedicato per elaborare un piano provinciale di contrasto alla carenza infermieristica e di rilancio del valore della professione, approccio già adottato in altre Regioni, come il Veneto. È necessario garantire agli infermieri opportunità formali di sviluppo di carriera, in particolare in ambito clinico e formativo, valorizzando le competenze avanzate certificate da Lauree magistrali, master e corsi di perfezionamento.
“Tra le priorità – spiega ancora Daniel Pedrotti - ci sono poi le politiche abitative dedicate, in particolare nelle valli turistiche, e l’introduzione di modelli professionali e assistenziali innovativi ad alta autonomia, come quelli che si stanno sperimentando nell’assistenza territoriale”.
L’Ordine sostiene inoltre un percorso di evoluzione della professione infermieristica in risposta ai nuovi bisogni di salute della popolazione, che includa, in via sperimentale, la prescrizione infermieristica di presidi sanitari utili nella pratica assistenziale.
“Alla politica provinciale - ha concluso Pedrotti - rivolgiamo un appello: la nostra autonomia è motivo di orgoglio, ma soprattutto una grande opportunità di sperimentazione per migliorare il sistema salute e rendere il Trentino un modello nazionale di buone pratiche e di investimento sul capitale umano”.














