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"Spostare 70 orsi dal Trentino"? Ecco cosa dice il rapporto (in esclusiva) di Ispra: "A oggi c'è 1 solo esemplare da rimuovere e massimo 8 in un anno"

I dati e le valutazioni sono contenute nel rapporto di Ispra "La popolazione di orsi del Trentino: analisi demografica a supporto della valutazione delle possibili opzioni gestionali". Il Dolomiti è in entrato in possesso di questo documento, ecco in esclusiva cosa dice

Di Giuseppe Fin e Luca Andreazza - 13 agosto 2023 - 06:01

TRENTO. La possibilità di rimuovere un massimo di 8 orsi all'anno, di cui mai più di tre femmine riproduttive. E' questo il margine di manovra che il Trentino potrebbe avere sul fronte orsi. In concreto, però, si parla più da 1 a 3 esemplari che potrebbero essere rimossi, cioè quelli pericolosi o problematici in assenza di altre soluzioni valide (Ogni anno sulla scena compare "indicativamente un nuovo orso per il quale si può prevedere la rimozione - ai sensi del Pacobace - con un massimo di 3 nuovi orsi all'anno"). Insomma, la rimozione di 70 orsi più volte ipotizzata dal presidente della Provincia, Maurizio Fugatti, dopo la tragedia di Caldes? Difficile. Un'operazione complessa dal punto di vista operativo ma che potrebbe anche portare ad una vera e propria battaglia legale tra piazza Dante e le associazioni animaliste. 

 

Al momento, per quanto noto all'Ispra, è presente in natura un solo orso prelevabile, ai sensi del Pacobace, cioè Mj5. Questo prima del falso attacco di F36 nei boschi di Roncone e sul caso si attende un riscontro dell'Istituto. Idee più estreme? I plantigradi ritornerebbero fortemente a rischio estinzione. La base resta il piano Pacobace. E' evidente che molto, tanto, passa attraverso la formazione e l'informazione della popolazione in termini di monitoraggio, consapevolezza e comportamento da mantenere in caso di incontro.

 

I dati e le valutazioni sono contenute nel rapporto di Ispra "La popolazione di orsi del Trentino: analisi demografica a supporto della valutazione delle possibili opzioni gestionali", il Dolomiti è in entrato in possesso e che riprende in esclusiva questo documento. 

 

Il rapporto è stato redatto su richiesta del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica nell’ambito dei lavori del tavolo tecnico sulla emergenza plantigradi in Trentino, istituito il 12 aprile scorso. "L'obiettivo è quello di definire le strategie di intervento per la prevenzione dei rischi di sicurezza pubblica legati alla presenza di orsi nel territorio della provincia di Trento".

 

Quasi una settimana dopo la tragica morte di Andrea Papi, aggredito e ucciso da Jj4, c'è stato un vertice ai massimi livelli per delineare alcune strategie per contenere i rischi per la sicurezza pubblica legati alla presenza degli orsi in Trentino. "E' stata formalizzata dai vertici della Provincia Autonoma di Trento - si legge - una proposta di intervento volta al significativo contenimento della popolazione di orsi presenti in tale ambito territoriale".

 

Il Tavolo tecnico si è riunito due volte successivamente, il 21 e il 24 aprile mentre due giorni dopo (il 26 aprile) sono state ascoltate le associazioni animaliste e ambientaliste attive sul fronte grandi carnivori. E' stato affrontato "il tema dell’impatto sulla conservazione della popolazione di un eventuale intervento di rimozione di individui, anche in riferimento agli obblighi derivanti dalla Direttiva Habitat per il nostro Paese". E il "rapporto intende fornire una base tecnico-scientifica propedeutica a un processo decisionale informato da parte delle competenti amministrazioni centrali e locali". Un ruolo, poi, per agire in deroga può averlo la legge 9 del 2018, quella lasciata dalla Giunta Rossi. Una norma che ha superato la validazione del Consiglio di Stato e che la Provincia vorrebbe modificare per non chiedere un parere di Ispra (iter oggi non obbligatorio, ma non vincolante) con l'alto rischio di essere impugnata dal governo nazionale.

 

Per questo il rapporto analizza da un punto di vista demografico la popolazione di orsi con il fine di stimare quale possa essere un tasso di rimozione compatibile con le prescrizioni delle norme comunitarie, "fornendo elementi utili a valutare l’efficacia dell’eventuale programma di rimozioni per prevenire rischi per la sicurezza pubblica in tale contesto".

 

Seppur preliminare, il lavoro di Ispra si avvale di diversi dati e sull'ultimo Rapporto Grandi Carnivori. E per valutare un numero massimo di rimozioni, senza che questo vada a incidere sulla conservazione della specie, l'Istituto si avvale anche di simulazioni tramite software.

 

I risultati sono chiari e  indicano che sul breve periodo la soglia di rimozione annuale è di 8 esemplari. In attesa del parere su F36 (il rapporto è antecedente i fatti nei boschi delle Giudicarie), al momento per Ispra si può agire su Mj5, ricercato dall'aprile scorso e inserito nell'elenco degli orsi ricercati dalla Provincia di Trento. Numeri ben lontani da quelli a cui si riferisce di continuo da mesi il governatore Fugatti.  

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