Stagione sciistica in Trentino, sono 163 i bambini persi dai genitori e ritrovati dai Carabinieri
Sono stati oltre 2800 gli interventi di soccorsi fatti, oltre 7500 le persone controllate in pista, 627 i rifugi e le baite che sono state controllate. Sono 11 gli sciatori che sono stati contravvenzionati dai carabinieri per stato d'ebbrezza, allontanati dalle piste e riaccompagnati a fondo valle. Non sono mancati anche 52 furti di attrezzatura sciistica

TRENTO. Sciatori ubriachi, infortuni, controlli a baite e strutture di vario genere e ancora sorveglianza a manifestazioni sciistiche, contrasto ai comportamenti pericolosi e bambini che si sono persi. E' terminata la scorsa domenica la stagione sciistica in Trentino ed è tempo di bilanci per il Servizio di Vigilanza e Soccorso piste dell'Arma dei Carabinieri.
Sono stati moltissimi gli interventi che hanno tenuto occupate in questi mesi le forze dell'ordine. Da una lettura complessiva dei dati rilevati, si registra che i comprensori sono gestiti in maniera efficiente e responsabile da parte dei gestori, e che molti degli infortuni dipendono ancora e prevalentemente dalla condotta degli utenti. Di fatto circa il 70% dei sinistri è correlato a cause accidentali (errore o cedimento dello sciatore stesso), mentre la rimanente parte è attribuibile a varie cause tra cui il 15% per la collisione tra sciatori e solo lo 0,3% per impatto contro ostacoli fissi e mobili.
Parlando di dati, sono stati oltre 2800 gli interventi di soccorsi fatti, oltre 7500 le persone controllate in pista, 627 i rifugi e le baite che sono state controllate. Sono 11 gli sciatori che sono stati contravvenzionati dai carabinieri per stato d'ebbrezza, allontanati dalle piste e riaccompagnati a fondo valle. Non sono mancati anche 52 furti di attrezzatura sciistica.
In tutto sono stati 163 i piccoli sciatori persi dai genitori e ritrovati dai Carabinieri in servizio sulle piste. Proprio a inizio anno, i Carabinieri di Canazei erano intervenuti al rifugio di San Becè dove era stata segnalata la presenza di un ragazzino svizzero che si era perso e non era in grado di fornire indicazioni circa l’alloggiamento dei propri genitori. I militari, sono risaliti al posto di lavoro del padre in Germania e da lì recuperato il recapito del genitore, che
oramai era rientrato nella zona di soggiorno nel bellunese nella speranza di ritrovare il figlio.
Ma non finiscono qui i casi particolari che hanno visto impegnati i carabinieri del servizio piste. A fine gennaio, infatti, a Canazei, nel Comprensorio Belvedere, un settantenne turista olandese è stato accompagnato a valle dai militari sciatori, con ausilio di toboga, in quanto a causa dell’abuso di bevande alcoliche non riusciva a scendere da solo, ed era un pericolo anche per gli altri sciatori. Ovviamente è stato sanzionato.
A fine febbraio, invece, a Folgaria, lungo la pista denominata “Pra Grant”, i Carabinieri hanno soccorso uno sfortunato sciatore di sessantaquattro anni che a seguito di una distrazione è finito fuori pista, scivolando in un dirupo per oltre venti metri. Nella circostanza è stato contravvenzionato per imprudenza uno sciatore di origine polacca che, non curante dell’elicottero in decollo e del nastro che delimitava la zona di intervento, continuava la discesa zigzagando tra i soccorritori, impegnati nelle attività.

















