Sulle piste boom di sanzioni (+49%): 3 le denunce per aver causato valanghe, oltre 6.200 gli interventi della polizia di Stato. Ecco tutti i numeri della stagione invernale
Polizia di Stato impegnata in 17 comprensori sciistici della provincia con oltre 60 operatori: ben 306 le sanzioni comminate durante la stagione 2024-25, lo scorso anno erano state 205

TRENTO. Un bilancio da oltre 6.200 interventi, 306 sanzioni comminate, 60 operatori impegnati in 17 comprensori sciistici della provincia di Trento: questo è quanto emerso dal report di fine stagione invernale della polizia di Stato presentato oggi, martedì 15 aprile.
Se il numero degli interventi resta in linea con quello dello scorso anno, le sanzioni comminate (306) sono in netto aumento rispetto a quelle registrate nel corso della scorsa stagione (erano state 205): la maggior parte delle sanzioni (208) è da ricondursi all’assenza dell’assicurazione obbligatoria, mentre 83 sono state comminate per violazioni delle norme inserite nel c.d. “nuovo codice sulle piste da sci”. Un numero residuale è stato invece quello che ha visto sanzionate persone per esser state fermate in pista in condizione di ebrezza alcolica (15).
All’attività di controllo sulle piste è strettamente correlata anche l’attività di polizia giudiziaria posta in essere sui vari distaccamenti, che ha portato a tre denunce in stato di libertà per furto di attrezzatura sciistica ed altrettante per l’aver causato valanghe, mentre una per resistenza e violenza a Pubblico Ufficiale, due per omissione di soccorso, una per danneggiamento ed una per lesioni personali.
Degni di nota, in particolare, sono stati gli interventi eseguiti dal personale del distaccamento di Alba di Canazei e di Pozza di Fassa. Nel primo, gli operatori presenti hanno prestato immediato soccorso ad uno sciatore rimasto sepolto da una valanga, riuscendo così ad estrarre incolume l’uomo. Nel secondo, il personale in servizio ha soccorso un bambino di 9 anni caduto in un torrente e privo di sensi. La prontezza operativa e l’esecuzione a regola d’arte delle manovre di corda hanno consentito il recupero del malcapitato che già versava in una condizione di ipotermia.
Accanto agli interventi e all’attività di polizia giudiziaria, però, la questura di Trento si è adoperata anche in ottica preventiva: numerose sono state le iniziative rivolte a scolaresche – ed a cittadini e turisti in generale - per illustrare i corretti comportamenti da tenere sulle piste.
Da segnalare, inoltre, la presenza – nei mesi di febbraio e marzo – di operatori della Polizia polacca presso i distaccamenti di Madonna di Campiglio e della Val di Fiemme, che hanno fornito un prezioso ausilio agli operatori della Polizia di Stato presenti.












