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| 18 ago 2023 | 19:43

Tragedia in quota, addio all'alpinista Ermanno Salvaterra, Cereghini: "Ha saputo infondere la passione per la montagna a molti giovani diventati oggi guide alpine"

"Le Dolomiti di Brenta erano la sua casa e in questa sua casa è morto” afferma Michele Cereghini sindaco di Pinzolo che si è stretto alla famiglia in questo momento di dolore: "E' una giornata tristissima per tutta la comunità". Al cordoglio  e al dolore di oggi si è unita anche la Sat 

Tragedia in quota, addio all'alpinista Ermanno Salvaterra, Cereghini
di Redazione

PINZOLO. “Un uomo che ha saputo infondere la passione per la montagna a tantissimi giovani. Oggi è una giornata triste per Pinzolo e per il mondo dell'alpinismo”. Usa queste parole in sindaco di Pinzolo, Michele Cereghini, pochi minuti dopo aver lasciato la famiglia di Ermanno Salvaterra l'alpinista trentino morto nelle scorse ore a seguito di un tragico incidente in montagna (QUI L'ARTICOLO).

 

Esempio per molte guide alpine, Salvaterra era conosciuto per la sua attività alpinistica in particolare nelle Dolomiti di Brenta e in Patagonia.

 

“Lo conoscevo molto bene – spiega a il Dolomiti il sindaco di Pinzolo – era una persona eclettica e molto particolare. Una persona che ha vissuto per la montagna e ha fatto grandi cose. Le Dolomiti di Brenta erano la sua casa e in questa sua casa è morto”.

 

Come riportano i soccorritori, l'alpinista è precipitato per circa 20 metri mentre stava percorrendo la via Hartmann Krauss sulla cresta ovest del Campanile Alto (sulle Dolomiti di Brenta).

 

Salvaterra era il primo di una cordata di due quando, nella parte finale della via, ad una quota di circa 2750 metri, è precipitato. Ha sbattuto violentemente la testa contro la roccia e questo tremendo impatto è stato purtroppo fatale.

“Ermanno – continua Cereghini – è una persona che sicuramente lascerà un vuoto nella nostra comunità. Nella sua particolarità ha saputo infondere la passione per la montagna a molti giovani che oggi sono guide alpine”.

 

Una giornata tristissima “per il mondo dell'alpinismo e non solo” ha concluso il sindaco.

 

Ermanno Salvaterra era una vera istituzione della montagna e le Dolomiti di Brenta (assieme alla Patagonia) sono state la sua casa letteralmente visto che la sua famiglia dal 1948 ha gestito il Rifugio XII Apostoli, situato nella conca di Pratofiorito. A 20 anni era diventato maestro di Sci e a 24 anni guida alpina.

 

Anche la Sat si unisce al dolore per la scomparsa di Ermanno Salvaterra. “Ci lascia una grande persona - dice la presidenza di Sat - Fin da giovanissimo, con la sua famiglia che ne era conduttrice, ha passato le sue estati al nostro Rifugio XII Apostoli per diventarne poi, da adulto, il gestore ufficiale fino al 2007. Un lungo tratto di sentiero percorso assieme quindi, che lo inserisce, a buon diritto, tra i gestori storici del nostro Sodalizio che non dimenticheremo”.

 

 

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