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Bolzano
12 novembre | 12:04

Travolto da un treno a 26 anni mentre cerca riparo, Bozen Solidale: "Amine aveva fatto richiesta di un posto in struttura. E' rimasto all'addiaccio per 22 giorni prima della tragedia"

Bozen Solidale ha pubblicato i contatti avuti con il 26enne che è morto nei giorni scorsi travolto da un Freccia Rossa a poca distanza dalla stazione di Bolzano. "Amine aveva formalizzato l'inserimento nella cosiddetta lista 'Emergenza Freddo' in data 18 ottobre"

Travolto da un treno a 26 anni mentre cerca riparo, Bozen Solidale: Amine aveva fatto richiesta di un posto in struttura
di Redazione

BOLZANO. Mohammed Amine Saidat 26 anni e l'amico Rakdani avevano fatto richiesta di un riparo per l'intervento. L'avevano fatta un mese prima della tragedia che è avvenuta nei giorni scorsi in cui Amine è morto dopo essere stato travolto da un treno frecciarossa e l'amico, anche lui coinvolto nell'incidente, è stato trasportato in gravi condizioni in ospedale.

 

Si trovavano proprio davanti la struttura di accoglienza "ex Alimarket" e proprio in quel posto cercavano riparo dal freddo della notte. A chiarirlo una volta per tutta è stato Bozen Solidale che ha pubblicato sui social i contatti che avevano avuto proprio con Amine.

 

“Mohammed ci aveva contattati, quasi un mese fa, chiedendoci di aiutarlo, non voleva più dormire all'addiaccio, aveva paura e tanto freddo. Non abbiamo potuto fare molto, gli abbiamo procurato una tenda e del cibo” viene spiegato dagli attivisti che a fronte di alcune dichiarazioni da parte degli amministratori locali secondo cui Amine e Rakdani non si sarebbero mai presentati nell'ufficio competente per fare richiesta inserimento in graduatoria per l'emergenza freddo, hanno anche pubblicato un documento che certifica il secondo passaggio di Amine all'Info Point gestito da Volontarius in data 27/10/2023 per richiedere velocemente un posto in struttura in previsione del brutto tempo e del freddo in arrivo. Amine aveva formalizzato l'inserimento nella cosiddetta lista "Emergenza Freddo" in data 18 ottobre. “Amine è restato all'addiaccio per 22 giorni prima del tragico epilogo” spiega ancora Bozen Solidale.

 

 

Mohammed era in lista d'attesa per l'emergenza freddo da diverse settimane; la lista è lunga. “E non è una novità – viene spiegato - da mesi ripetiamo che centinaia di persone dormono all'addiaccio; da anni chiediamo l'apertura di strutture con progetti di lungo respiro, ribadiamo che l'inverno non è una sorpresa e che ogni anno qualcuno muore di mala accoglienza a Bolzano. La decisione di aprire un centro di accoglienza nell'ex sede (abbandonata) dell'Inpdap, arriva in estremo ritardo e con tempistiche che probabilmente andranno oltre l'inverno alle porte”.

 

Da Bozen Solidale il riferimento a quella destra “che da mesi porta avanti una campagna d'odio senza precedenti contro migranti e senza fissa dimora; basti ricordare le foto e i video sbattuti via social e nelle prime pagine dei quotidiani che ritraevano persone migranti in difficoltà o gli infami e razzisti cartelloni della destra tedesca utili a seminare xenofobia e fotocopia delle peggiori ideologie del Novecento. Sappiamo che è un momento storico difficile ma questo non ci esimerà nel continuare a combattere con forza le loro politiche razziste ed escludenti”.

 

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