Troppi orsi in Trentino? Il veterinario della Pat che ha catturato Jj4 fa chiarezza sull'intervista al Corriere: ''I 300 esemplari riferito all'arco alpino''
La comunicazione ufficiale di Roberto Guadagnini, veterinario convenzionato con Apss per la gestione dei grandi carnivori, sull'intervista riportata dal Corriere della sera

TRENTO. Quando si sbaglia bisogna ammetterlo, soprattutto in questa vicenda tanto importante quanto anche confusa, alimentata da una costante disinformazione sull'argomento, in parte anche dalle stesse istituzioni. Ci siamo fidati di un virgolettato riportato dal Corriere della sera e attribuito a Guadagnini in cui ci si riferiva al numero degli orsi. "Quando ho parlato di 300 esemplari - spiega il professionista convenzionato con Apss per la gestione dei grandi
carnivori - non facevo certo riferimento alla popolazione prevista per il solo Trentino, ma al numero complessivo di orsi, peraltro ipotetico, che potrebbero essere presenti nell’intero arco alpino centro orientale, esteso dalla Lombardia al Friuli Venezia Giulia".
Una lunga intervista, quella sul Corriere della sera, nella quale il veterinario parla di molti aspetti legati a Jj4, come il fatto che non avrebbe ucciso l'orsa e che sarebbe contrario all'eutanasia, così come nell'articolo sono stati affrontata altri concetti riguardanti il progetto Life Ursus che non abbiamo riportato ma che sono presenti nella smentita al quotidiano nazionale che pubblichiamo sotto.
Ci siamo fidati del dato relativo alla possibile consistenza dei plantigradi, dando per scontato che fosse riferito al Trentino e di questo facciamo mea culpa: "Quello massimo - si legge sul Corriere - lo stabilisce la natura ma era più o meno di 300 individui, considerando due orsi per 100 chilometri quadrati. Quindi siamo ben al di sotto di quel numero" mentre la sezione Faq della Provincia alla domanda "Non c'è il rischio che gli orsi diventi troppi?": l'orso - si legge nella risposta - vive a densità molto basse (3-4 animali ogni 100 chilometri quadrati è la stima in ambiente alpino. Il capriolo ha gli stessi valori per chilometro quadrato). Se la popolazione aumenterà numericamente, aumenterà gradualmente anche l’area di distribuzione della stessa, ferma restando la densità e dunque la possibilità/probabilità di incontrare un orso o di vederne le tracce, o di registrarne i danni in una determinata località".
Un numero sui 300 orsi in Trentino riportato dal collega del Corriere della Sera e dunque siamo contenti che il veterinario Guadagnini sia intervenuto per fare chiarezza con questa comunicazione ufficiale.
Il progetto di ripopolamento, specifica Guadagnini, era riferito alla diffusione sull'arco alpino, un calcolo corretto ma più ampio. E per questo è fondamentale la realizzazione di corridoi faunistici per permettere agli orsi di espandersi sulle Alpi. In questo caso non era stato possibile mettersi in contatto con il professionista e questo è un importante chiarimento del veterinario, in quanto da giorni cerchiamo di trasmettere informazioni complete e verificate.
LA COMUNICAZIONE UFFICIALE DI ROBERTO GUADAGNINI
In merito ad alcune notizie apparse in questi giorni su alcune testate giornalistiche, in cui si riportano opinioni riferite alla mia persona, mi preme precisare quanto segue.
Per quanto concerne il caso dell’orsa Jj4, a rettifica di quanto erroneamente riportato, devo precisare che l’animale catturato non potrà più essere reimmesso in natura, e che dovrà essere spostato in un contesto controllato oppure abbattuto. A differenza di quanto riportato dagli organi di stampa non escludo a priori l’ipotesi dell’eutanasia, che rimane invece una delle possibili soluzioni a disposizione, per quanto la più estrema. Ma preciso allo stesso tempo che ogni scelta viene sempre fatta in considerazione dell’obbiettivo principale, che è il benessere psicofisico e la preservazione delle caratteristiche etologiche dell’animale.
Deve inoltre essere rettificato quanto mi viene attribuito riguardo il numero di plantigradi previsto inizialmente dal progetto Life Ursus. Quando ho parlato di 300 esemplari non facevo certo riferimento alla popolazione prevista per il solo Trentino, ma al numero complessivo di orsi, peraltro ipotetico, che potrebbero essere presenti nell’intero arco alpino centro orientale, esteso dalla Lombardia al Friuli Venezia Giulia. Ho infatti indicato una densità abitativa pari a due orsi per 100 km quadrati e, in base a tale criterio, è evidente che il numero di esemplari presenti sul territorio della provincia di Trento sarebbe decisamente inferiore, pari circa al numero ideale di 50/60 esemplari.
Infine devo sottolineare che non ho mai espresso alcun giudizio sulla gestione del progetto Life Ursus e non ho mai espresso alcuna valutazione sull’operato della Giunta provinciale al riguardo.
Roberto Guadagnini, professionista convenzionato con Apss per la gestione dei grandi carnivori












