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| 22 aprile | 18:58

"Non decidiamo noi a chi viene dato il Cappello Alpino", l'Ana si difende: "Stupiti da tanti commenti violenti e dalle minacce di boicottare l'Adunata"

Sebastiano Favero, presidente dell'Ana: "Polemiche astruse: il Cappello Alpino non è di competenza dell'Ana e Socio Alpino Ana lo può diventare solo chi ha espletato almeno i 60 giorni previsti dallo Statuto"

di Redazione

VERONA. "Il Cappello Alpino non è di competenza dell’Ana, e Socio Alpino Ana lo può diventare solo chi ha espletato almeno i 60 giorni previsti dallo Statuto. Stupiscono e fanno male all’Ana le tante, anche decisamente astruse, polemiche e ci scusiamo con i tantissimi Aggregati e Amici che avranno pensato d’essere considerati quali negletti o figliastri". 

 

Le parole sono di Sebastiano Favero, presidente dell'Associazione nazionale Alpini finita in questi giorni in un tornado di polemiche feroci all'interno del grande mondo degli alpini: a Verona 180 volontari di Olimpiadi e Paralimpiadi invernali impegnati nella buona riuscita dei Giochi italiani hanno ricevuto il cappello alpino e la cosa, per usare un eufemismo, non è piaciuta. Anzi, dopo tre giorni di lettere aperte, commenti sui social e attacchi infuocati, l'Associazione stessa ha preferito provare ad abbassare il volume dello scontro con una nota ufficiale. 

 

"Interveniamo visti i tanti, anche violenti, commenti sull’argomento comprese le proposte di boicottare la nostra, unica e magnifica Adunata Nazionale". 

 

"Chi ha fatto il militare, pare che molti l’abbiano dimenticato, ha ricevuto il Cappello subito assieme al vestiario, all’arrivo in un Reparto alpino, prima del giuramento", spiega Favero. "Chi è transitato poi in altre componenti, es. Forestali, Carabinieri si è portato via il Cappello Alpino e del pari chi è stato, per vari motivi, congedato prima del giuramento o prima dei 60 giorni. Ha ricevuto il Cappello e ha il pieno diritto d’usarlo secondo le regole stabilite dallo Stato Maggiore della Difesa (SMD-G-010 Regolamento per la Disciplina delle Uniformi)".

 

"Il Cappello Alpino l’hanno già ricevuto i volontari partecipanti a “Vivi le Forze Armate. Militare per 3 settimane”, detta anche Mini Naja, e lo possono usare. Avere il Cappello Alpino legittimamente ottenuto poiché appartenenti o sottoposti ad un Comando Alpino, NON equivale al diritto d’essere Soci Alpini dell’Ana come prevede il requisito dei 60 giorni (art. 4 Statuto); pertanto chi non ha raggiunto tale soglia temporale, es. i citati volontari della Mini Naja, può solo essere associato quale Aggregato o Amico". 

 

"Chi ha ricevuto il Cappello Alpino a Verona il 18 aprile 2026, nella cerimonia di ringraziamento ai Volontari per i Giochi Olimpici Milano-Cortina, l’ha ottenuto - prosegue Favero - per avere fatto il corso nel Centro Addestramento Alpino (già Scuola Militare Alpina), facente parte delle Truppe Alpine".

 

Quindi il passaggio forse più significativo e dirimente: "Il Cappello Alpino non è una discrezione dell’Ana. Il Centro Addestramento Alpino ha provveduto alla fornitura e sostanziale consegna del Cappello e ha rilasciato il relativo attestato a firma del Comandante Gen. B. Alessio Cavicchioli, certificante sia la formazione sia i giorni di inquadramento. Situazione, ripetiamo, identica a quelli della Mini Naja. Si è trattato del primo riuscito esempio di impiego di Volontari della Difesa, nell’ottica della costituenda Riserva Logistica delle Forze Armate. L’Ana, pur esprimendo enorme riconoscenza, non può consegnare il Cappello Alpino a meritevolissimi volontari Aggregati/Amici e neppure a quelli che hanno dedicato la loro attività a servizio della popolazione e dell’Ana in fatti emergenziali quali alluvioni, terremoti e nella ricostruzione dei luoghi devastati e tanti, tantissimi, lo meriterebbero decisamente". 

 

"Ma il Cappello Alpino - conclude Favero - non è di competenza dell’Ana e Socio Alpino Ana lo può diventare solo chi ha espletato almeno i 60 giorni previsti dallo Statuto. Stupiscono e fanno male all’Ana le tante, anche decisamente astruse, polemiche e ci scusiamo con i tantissimi Aggregati e Amici che avranno pensato d’essere considerati quali negletti o figliastri. A loro le scuse dell’Ana".

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