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Trento
22 ottobre | 18:54

Zaia chiede gare per Cortina, Fontana e Sala rispondono "picche". E il Trentino? Mellarini: "Le nostre non si toccano. A Predazzo già iniziati i lavori, a Tesero assegnato l'appalto"

In val di Fiemme la macchina organizzativa è già operativa a pieno regime. "Discorso morto ancora prima di nascere. Le nostre sono strutture top e la combinazione logistica per la combinata nordica è la migliore possibile". In Lombardia non vogliono sentir nemmeno parlare di "trasloco": porta chiusa al governatore veneto

La festa al momento dell'assegnazione delle Olimpiadi: esultano Malagò, Zaia, Sala e Fontana

TRENTO. Tra i governatori, entrambi leghisti, di Veneto e Lombardia, volano gli stracci. E, ora, si è inserito pure il Piemonte che, vista l'occasione per accaparrarsi un "pezzetto" di Olimpiadi, spinge forte per portare le gare di bob, slittino e skeleton a Cesana Torinese. La pista di Cortina non c'è e non si farà e, dunque, adesso la località ampezzana si ritrova ad ospitare solamente le gare di sci alpino femminile sulla pista delle Tofane.

 

La questione è tutt'ora ed è destinata a diventare spinosissima e mai riguarderà il Trentino, nonostante qualcuno abbia provato ad ipotizzare che, per compensare la perdita delle gare su quello che doveva essere il nuovissimo "Sliding Center Eugenio Monti", le prove di sci nordico venissero trasferite in Veneto. Fantascienza pura e discorso chiuso ancora prima che a qualcuno, nelle stanze dei bottoni, possa venire solamente la balzana idea di fare un tentativo a riguardo.

 

Un'ulteriore conferma arriva da Tiziano Mellarini, presidente della Fisi Trentina.

 

"Ho parlato personalmente con Flavio Roda (presidente della Fisi nazionale, ndr) e Tito Giovannini (rappresentante del Trentino all'interno del Comitato Organizzatore di Milano Cortina 2026, ndr) - spiega Mellarini - e mi sembra quasi riduttivo dire che non ci sono dubbi: tutte le gare in programma in Trentino resteranno in Trentino, senza "se", senza "ma". I lavori allo stadio del salto di Predazzo sono già iniziati, mentre per quanto riguarda il centro del fondo di Tesero l'appalto è già stato assegnato e, dunque, si attende solamente l'inizio delle operazioni. Stiamo parlando di strutture favolose, le migliori in Italia e, anche dal punto di vista della logistica, non c'è soluzione migliore di questa per le gare di combinata nordica. Quindi direi che si tratta di un discorso "morto" ancora prima di nascere".

 

Cortina, dunque, rischia di ritrovarsi con poco, pochissimo, troppo poco: il presidente Luca Zaia ha già detto che è "impensabile per Cortina avere solo otto discipline, si farebbero in una mattinata e non si potrebbero neanche definirli Giochi Olimpici". Quella che le gare potrebbero essere disputate in una sola mattinata è un'evidente provocazione e nulla più, per il resto il rischio che nella perla delle Dolomiti venete si disputino solo le gare attualmente in programma è più che concreto.

 

La Lombardia, per bocca sia del governatore Fontana che del sindaco di Milano Sala, ha già fatto sapere che tutto quanto in programma sul proprio territorio non si tocca. E che nessuno provi a togliere alla Lombardia le sue discipline e le sue gare

Le singole località, il capoluogo, Livigno e Bormio non mollano di un centimetro in virtù delle tempistiche ("troppo tardi. Richiesta fuori tempo massimo" afferma Fontana) e degli investimenti dei privati, come spiegato dal sindaco Sala: "Ormai siamo talmente avanti. Poi Milano proprio non è toccata da queste cose. Tra l'altro diamo solamente investimenti privati, non ci mettiamo un euro di soldi pubblico. Quindi, come ha detto anche Attilio Fontana, andiamo avanti e cerchiamo di andare avanti in fretta e di fare le cose che dobbiamo fare".

 

Il Trentino ci sarà e reciterà un ruolo importantissimo nell'avventura olimpica. Cortina, invece, rischia di restare con il più classico dei "cerini in mano".

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