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Trento
31 ottobre | 17:31

Abbattere i lupi, il Senato dà l'ok e c'è chi esulta (dalla Lega a Durnwalder e Patton), ma che cambia? L'esperto: "Niente. Restano le regole già in vigore e la direttiva Habitat"

Luigi Boitani, professore ordinario di Zoologia alla Sapienza di Roma ma anche Presidente della Large Carnivore Initiative for Europe, spiega che il principio dell'emendamento può essere considerato "buono dipende poi come verrà declinato". Viene lasciata aperta una domanda. "Chi decide? Se Ispra e quindi su basi scientifiche ben venga, se deve essere frutto di una negoziazione politica allora andiamo tutti a casa che facciamo prima" 

TRENTO. Nessuna rivoluzione. In Senato è stato approvato un emendamento, nell'ambito della discussione del disegno di legge sulla Montagna, presentato dai senatori Meinhard Durnwalder e Pietro Patton con la sottoscrizione poi anche della senatrice Julia Unterberger e di alcuni esponenti di Lega e Fratelli d'Italia, che introduce una quota di lupi che può essere abbattuta ogni anno. 

 

Nell'emendamento approvato viene scritto che: “all'interno di un quadro di conservazione nazionale ai sensi della Direttiva 92/43/CEE, con decreto del Ministro dell'ambiente e della sicurezza energetica, d'intesa con il Ministro dell'agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste, sentita la Conferenza Stato-Regioni, è definito annualmente, su base regionale o delle Province autonome, il tasso massimo di prelievi tali da non pregiudicare il mantenimento in uno stato di conservazione soddisfacente della specie Canis lupus, cui fare riferimento ai fini delle autorizzazioni di cui all'articolo 16 della Direttiva 92/43/CEE. Il decreto di cui al periodo precedente è emanato entro il termine di sessanta giorni dall'entrata in vigore della presente legge e, successivamente, entro il 31 marzo di ciascun anno”.

Per il senatore Pietro Patton, che assieme a Durnwalder ha firmato l'emendamento, la sua approvazione “è un fatto molto importante perché punta ad andare incontro alle richieste dei territori rispetto alla gestione del lupo” ha spiegato a il Dolomiti. “Un passo in avanti – ha spiegato il senatore trentino – che va nella giusta direzione per una gestione corretta”. 

 

Dello stesso tenore anche le dichiarazioni della senatrice leghista trentina Elena Testor che auspica “si vada avanti verso l’approvazione definitiva alla Camera: numerose sono infatti le sollecitazioni da parte degli allevatori delle zone montane, dal momento che l’eccessiva presenza di tali predatori può compromettere la sopravvivenza delle attività”.

 

Per capire se effettivamente questo emendamento possa  in qualche modo stravolgere la situazione abbiamo chiesto il parere a Luigi Boitani, professore ordinario di Zoologia alla Sapienza di Roma ma anche Presidente della Large Carnivore Initiative for Europe,  considerato il padre della conservazione in Italia.

 

Professor Boitani cosa pensa di questo emendamento approvato al Senato? E' davvero 'rivoluzionario' come presentato dai politici? 
Come il solito il principio è buono dipende poi come verrà declinato. Non è una rivoluzione, semplicemente viene detto un 'numero massimo' ma nell'ambito della Direttiva Habitat  e quindi rimangono tutti le regole per cui gli abbattimenti possono essere fatti in deroga con l'osservanza delle tre condizioni che ci sono sempre state e che continuano ad esserci.

 

Quindi cambia ben poco. 
Potenzialmente è una cosa buona perché chiarisce che il Trentino o l'Alto Adige, per esempio, non possono domani mattina decidere di abbattere 50 lupi.  Mette dei numeri che sono gestiti a livello centrale.

 

E quale può essere la criticità in questa gestione?
Che viene lasciata aperta una domanda. Chi decide tutto questo? Se Ispra e quindi su basi scientifiche ben venga, se deve essere frutto di una negoziazione politica allora andiamo tutti a casa che facciamo prima. 

 

La possibilità di abbattere il lupo è sempre esistita. 
Da sempre il lupo può esser eliminato. L'articolo 16 della Direttiva Habitat prevede delle deroghe in particolari condizioni (non pregiudichi la specie, l'esistenza delle opere di prevenzione e che quest'ultime non abbiano funzionato). Ma in tutti questi anni nessuno ha mai avuto il coraggio di chiederne una. Solo di recente l'Alto Adige ha chiesto una deroga per due lupi. 

 

Lei crede che la popolazione del lupo sia cresciuta eccessivamente sui nostri territori? 
Conosciamo bene la biologia del lupo e la crescita del popolazione a cui assistiamo è assolutamente normale. Possiamo dire pure al di sotto delle percentuali che conosciamo in altri Paesi d'Europa. In Germania, per esempio, la crescita è stata molto più veloce. 

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