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Bolzano
13 agosto | 20:03

Abbattimento di due lupi, Lav: "Presentato ricorso al Tar. Per la prevenzione usati cani da conduzione e non da guardiania". E su Ispra: "Dall'istituto una 'non valutazione'"

Sul sito della Provincia si legge che i proprietari degli animali predati dai lupi nei territori di Malles e Curon avevano già adottato misure di protezione delle greggi. “Peccato – spiega ancora l'associazione - che sia un’affermazione non supportata dai fatti e che nello stesso documento di condanna a morte dei lupi si legga che i cani utilizzati per la difesa degli animali allevati fossero cani da conduzione e non da guardiania, dimostrando così la totale incompetenza in materia anche della politica e degli uffici provinciali”

Abbattimento di due lupi, Lav: Presentato ricorso al Tar

BOLZANO. “Presentiamo ricorso al Tar di Bolzano per fermare questo ennesimo provvedimento che vuole rendere colpevoli i lupi per le mancate misure di prevenzione da parte degli allevatori, nonostante siano messe a disposizione della Provincia”. A dirlo è la Lav in merito alla decisione del governatore Kompatscher di abbattere due lupi in Alta Val Venosta.  Oggi, fra l'altro, si celebra  la Giornata internazionale del lupo. Una data, spiega la Lav “Che in Alto Adige viene celebrata nel peggiore dei modi”.

Tra il 14 maggio e il 21 luglio, secondo quanto riportato dalla Provincia , è stato segnalato un totale di 30 capi di bestiame uccisi in nove attacchi di lupo confermati in tre alpeggi nei territori comunali di Malles (frazione di Planol) e Curon. Da qui la decisione dell'abbattimento. 

 

“Dalla lettura di una parte del parere rilasciato dall’Ispra, Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale, riportata all’interno dello stesso atto provinciale – spiega la Lav - emerge chiaramente che il massimo ente nazionale deputato alla valutazione dell’atto prodotto dalla provincia di Bolzano, non è in grado di valutare il rispetto della norma comunitaria, sulla base degli elementi messi a disposizione dalla Provincia. Come dire che Bolzano potrebbe rendersi responsabile della violazione della Direttiva Habitat che garantisce la tutela dei lupi a livello unionale”.

 

In particolare, in riferimento alla Legge provinciale che lo scorso anno aveva istituito le cosiddette “zone pascolive protette” – ben il 98% delle malghe presenti sul territorio - dove diventa legittima l’uccisione dei lupi senza neppure provare a utilizzare le misure di prevenzione, quali recinzioni elettrificate e cani da guardiania.

 

“Una legge, quindi, - continua l'associazione - approvata appositamente per poter uccidere quanti più lupi possibile su tutto il territorio provinciale, in spregio delle norme europee e nazionali di tutela e a vantaggio di agricoltori e allevatori locali”. 

 

“Il Presidente Kompatscher a un anno di distanza continua ad accanirsi sui lupi sostenendo gli allevatori che non vogliono utilizzare i sistemi di prevenzione –dichiara Massimo Vitturi, responsabile animali selvatici Lav – favorendo così la possibile violazione della Direttiva Habitat, le cui conseguenze ricadrebbero su tutti i cittadini italiani. La tutela dei lupi è prioritaria rispetto a quella degli allevatori bolzanini, già sufficientemente “coccolati” dalla politica provinciale a suon di investimenti pubblici a fondo perduto, anche proprio per l’acquisto degli strumenti di prevenzione”. 

 

Sul sito della Provincia si legge che i proprietari degli animali predati dai lupi nei territori di Malles e Curon avevano già adottato misure di protezione delle greggi. “Peccato – spiega ancora l'associazione - che sia un’affermazione non supportata dai fatti e che nello stesso documento di condanna a morte dei lupi si legga che i cani utilizzati per la difesa degli animali allevati fossero cani da conduzione e non da guardiania, dimostrando così la totale incompetenza in materia anche della politica e degli uffici provinciali”.

 

Convivere pacificamente con gli animali selvatici, lupi compresi, è possibile. Le misure di prevenzione dalle predazioni vengono già adottate con successo in molte zone d’Italia. Ne è un esempio il Parco Nazionale delle Dolomiti Bellunesi che, proprio qualche giorno fa, ha dichiarato di aver raggiunto nel 2023 l’eccezionale obiettivo di predazioni zero, grazie a reti metalliche ed elettrificate, cani maremmani abruzzesi, e soprattutto prevenzione.  
 
“Noi di Lav non restiamo a guardare. Con il nostro Ufficio Legale ci siamo già attivati, presentando un ricorso al Tar per bloccare questo ennesimo e pretestuoso provvedimento della Provincia di Bolzano – conclude Vitturi – Basta prendersela con i lupi, colpevoli solo di essersi cibati di animali che gli allevatori gli hanno lasciato a disposizione”. 

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