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| 09 gen 2024 | 16:51

All'incontro contro i grandi carnivori del comitato per Andrea Papi anche chi evoca i complotti giudaico-massonici? L'europarlamentare Dorfmann lo sa?

 L’appuntamento è al teatro comunale di Dimaro Folgarida il 13 gennaio prossimo. Relatori accuratamente selezionati e un titolo che già di per sé è un manifesto: “Grandi carnivori: un problema per il futuro della vita sulle Alpi”. Tra chi salirà sul palco anche Michele Corti presidente del coordinamento nazionale Terre Nostre che sui social qualche giorno fa ha pubblicato un ''bignamino'' dei Protocolli dei Savi in salsa ruralista e attaccato Tajani (''squallido nulla'') per difendere i camerati di Acca Larentia

di Mauro Fattor

TRENTO. Il comitato “Insieme per Andrea Papi” torna con un convegno su orso e lupo. L’appuntamento è al teatro comunale di Dimaro Folgarida il 13 gennaio prossimo. Relatori accuratamente selezionati e un titolo che già di per sé è un manifesto: “Grandi carnivori: un problema per il futuro della vita sulle Alpi”. Insomma, nessun rischio di sorprese. Chi va sa già cosa trova. Fin qui nulla da eccepire. Tutto assolutamente legittimo.

 

Fino ad un certo punto, però. Perché, se il rispetto per il dolore della famiglia di Andrea è un atto dovuto e sono un atto dovuto il silenzio e il rispetto per qualsiasi riflessione, giudizio – anche il più duro - rivendicazione arrivi da quella sponda, altrettanto non si può dire per il comitato nel momento in cui si pone come soggetto tecnico-politico che decide di muoversi come attore nello spazio pubblico. Soprattutto non deve accadere che facendosi scudo, del tutto impropriamente, del nome di Andrea qualcuno pensi di godere di una sorta di immunità, del diritto a vomitare qualunque bestialità facendo leva sul pudore che, comprensibilmente, il nome di Andrea evoca in una comunità ferita. E invece è accaduto.

 

E’ accaduto che uno dei relatori del convegno, Michele Corti, presidente del coordinamento nazionale Terre Nostre, a cui il comitato ha affidato la relazione forse più delicata, dal titolo “Life Ursus: un azzardo dalle gravi conseguenze”, sul suo profilo facebook, virtualmente al riparo di un logo con una candela accesa e la scritta “Giustizia per Andrea”, abbia dato il meglio di sé con un post infarcito dei peggiori stereotipi antisemiti e complottisti, evocando gli intrecci della lobby giudaico-massonico-globalista contro il Papa, pescando a piene mani dallo sconfinato repertorio del pregiudizio antiebraico. Insomma, una sorta di bignamino dei Protocolli dei Savi di Sion in salsa ruralista. Francamente indecente.

 

I primi ad indignarsi per l’indebito accostamento del nome di Andrea a questa immondizia fascistoide dovrebbero essere proprio i vertici del comitato che porta il suo nome. Speriamo lo facciano. In secondo luogo, dovrebbero chiedersi quale autorevolezza, quale vantaggio può derivare alla causa che perseguono legittimare personaggi del genere. Ma gli altri relatori sanno con chi si accompagneranno sabato 13 gennaio? Lo sa l’europarlamentare Svp, onorevole Herbert Dorfmann, membro del PPE? Mentre il suo partito è impegnato nelle trattative di giunta con FdI, contestato dal suo stesso elettorato per il cedimento “ai post-fascisti”, lui va a fare da gran cerimoniere in un convegno che consegna il palco di relatore a Michele Corti, attivissimo in questi giorni, sempre sui social, anche nella difesa dei camerati di Acca Larentia accusati di apologia del fascismo e di violazione della legge Scelba. Tra l'altro dando dell'''ignorante'' e dello ''squallido nulla'' ad Antonio Tajani uno che del PPE è stato anche vicepresidente ed è la guida del blocco forzista che siede con Dorfmann nel Parlamento Europeo. Come potrà giustificare tutto ciò? 

 


 

Il tutto, e questo fa veramente male, sempre al riparo del nome di Andrea. Nemmeno un po’ di imbarazzo, onorevole Dorfmann? In altri tempi sarebbe stato normale porre un’alternativa: “o lui, o io”. Oggi invece si digerisce tutto. Ma questo non fa bene né al Comitato Andrea Papi né tantomeno al dibattito sui grandi carnivori in Trentino. Un peccato.

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