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Trento
14 ottobre | 16:38

Alluvioni, altri 31 milioni di euro per investire nella prevenzione su tutto il territorio provinciale: "Opere fondamentali per la sicurezza"

Approvato dalla giunta provinciale il "Piano degli interventi del Servizio Bacini montani" su proposta dell'assessore Giulia Zanotelli. Per le opere in amministrazione diretta, saranno coinvolti circa 160 operai e oltre 400 imprese locali

Alluvioni, altri 31 milioni di euro per investire nella prevenzione su tutto il territorio provinciale
di Redazione

TRENTO. La sicurezza delle comunità locali è al centro del nuovo Piano degli interventi del Servizio Bacini Montani, che ha stanziato 31 milioni e 82 mila euro per prevenire e attenuare le conseguenze delle alluvioni.

 

Il piano, approvato dalla Giunta provinciale su proposta dell’assessore all’ambiente, difesa idrogeologica ed enti locali Giulia Zanotelli, definisce le opere di manutenzione di alvei e versanti e la realizzazione di nuovi interventi fino al 2028.

 

L’assessore Zanotelli ha sottolineato l’importanza di continuare a investire nella prevenzione, evidenziando come le recenti allerte meteo e le alluvioni di primavera ed estate, in particolare a Vigolo Vattaro e nella zona produttiva di Mattarello, abbiano confermato la necessità di rafforzare le difese idrauliche.

 

Grazie al lavoro del Servizio Bacini Montani, il Trentino dispone di un sistema imponente con 18 mila briglie e 900 chilometri di argini. Tuttavia, pur riducendo i danni, queste opere non eliminano completamente i rischi.

 

 

Il Piano degli interventi, aggiornato con l’assestamento di bilancio 2024-2026, comprende anche operazioni di grande urgenza eseguite nel luglio 2024 sui torrenti Stanghet e Lavina Grande. I progetti sono stati sviluppati in collaborazione con i 166 Comuni e le Comunità locali. Tra gli interventi cofinanziati dal Fondo europeo di sviluppo regionale (Fesr) spiccano la mitigazione della pericolosità idraulica del fiume Adige in località Vela, la riqualificazione del fiume Brenta a monte di Roncegno, il ripristino delle sezioni di deflusso della Brentela di Levico e la mitigazione della pericolosità del fiume Adige in località Valdiriva a Rovereto. A questi si aggiunge la realizzazione di rialzi sugli argini del fiume Sarca ad Arco, finanziata con fondi statali per la riduzione del rischio idrogeologico.

 

 

Il primo aggiornamento del Piano si concentra su opere eseguite in amministrazione diretta. Gli interventi idraulico-forestali riguarderanno i principali bacini idrografici della provincia (Sarca, Chiese, Noce, Adige, Brenta, Fersina e Astico Cordevole). Saranno coinvolti circa 160 operai del Servizio Bacini Montani e oltre 400 imprese locali. L’aggiornamento prevede un finanziamento di 3,6 milioni di euro per il 2024, 5 milioni per il 2025 e 3,2 milioni per il 2026. Sono previsti anche interventi tramite imprese per il trattamento della vegetazione negli alvei e la rimozione di materiale in eccesso, con un finanziamento di 2 milioni di euro per il 2024, 2,1 milioni per il 2025 e 400 mila euro per il 2026. Le risorse per la difesa idraulica di Trento e Borgo Valsugana, finanziate con fondi Fesr, ammontano a 350 mila euro per il 2025 e 750 mila per il 2026.

 

 

Il Piano prevede inoltre interventi eseguiti tramite il Consorzio trentino di bonifica, con lavori di manutenzione ordinaria e straordinaria su fosse e impianti idrovori. Il finanziamento per il 2024 è di 150 mila euro, mentre per il 2025 ammonta a 660 mila euro. A questi si aggiungono i fondi per ulteriori opere cofinanziate dal Fesr, con 600 mila euro previsti per il 2024, 4,6 milioni per il 2025 e 3,5 milioni per il 2026. Importanti risorse saranno destinate ai lavori di rialzo arginale del fiume Sarca, con stanziamenti progressivi fino a 1,9 milioni di euro nel 2026.

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