Aveva aggredito una persona e gli aveva strappato a morsi un orecchio per una stecca di sigarette, condannato a 2 anni e 4 mesi e 12 mila euro di risarcimento
La terribile aggressione risale a due anni fa, l'uomo era stato messo in fuga ma poi era stato rintracciato e arrestato dalla polizia locale. E' arrivata la sentenza, il giudice ha riconosciuto le attenuanti generiche, altrimenti la pena sarebbe stata più grave

TRENTO. Si era scagliato contro un'altra persona per rubare una stecca di sigarette per un valore di circa 50 euro. Nel corso dell'aggressione aveva strappato a morsi buona parte dell'orecchio della vittima, che aveva inoltre afferrato al collo, una pressione che gli aveva fatto perdere i sensi. E' stato condannato a più di 2 anni, oltre al risarcimento di 12 mila euro. E' stata esclusa la principale aggravante della vicenda, cioè l'aver posto l'aggredito nelle condizioni di non poter agire.
Il fatto risale a maggio di due anni fa, in un bar della zona sud di Trento (Qui articolo). Protagonista di questa terribile vicenda è un uomo di origini albanesi che si era scagliato contro un'altra persona per derubarla di una stecca di sigarette. Un'aggressione particolarmente violenta: aveva strappato a morsi buona parte di un orecchio della vittima, che era stata stretta al collo facendogli perdere per un attimo i sensi dopo averla colpita con svariati pugni alla testa e al volto.
L'aggressore era stato messo in fuga dalle bariste e da alcuni operatori ecologici che transitavano in zona. Era stato poi rintracciato e arrestato dalla polizia locale e tradotto al carcere di Spini di Gardolo.
Negli scorsi giorni è arrivata la sentenza del tribunale di Trento a chiudere la vicenda. L'aggressore, difeso dall'avvocato Nicola Zilio, è stato condannato a 2 anni e 4 mesi, già in larga misura scontati in carcere e agli arresti domiciliari. Alla vittima, assistita dall'avvocato Stefano Pedrini, inoltre deve pagare un risarcimento di 12 mila euro, di cui 3.500 euro già versati spontaneamente nei mesi successivi all'arresto.
Il giudice ha riconosciuto le attenuanti generiche valorizzando soprattutto la condotta dell’uomo dopo i fatti. L'aggressore ha, infatti, riconosciuto fin da subito la propria responsabilità e si è scusato con la vittima. Poi durante la carcerazione ha chiesto di aderire a un percorso di giustizia riparativa e ha offerto un risarcimento parziale per i danni arrecati. Atteggiamenti che sono stati tenuti in considerazione in sede di sentenza, unitamente al valore limitato del bene sottratto, per ottenere la riduzione della pena del reato, che altrimenti sarebbe stata di molto superiore.













