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| 06 ago 2024 | 12:56

Carbonella per barbecue illegale e nociva: maxi sequestro dei carabinieri, bricchette con le ceneri di scarto di alcuni impianti di cogenerazione

Operazione dei carabinieri del comando per la tutela ambientale e la sicurezza energetica. Le ceneri decadenti dai processi di piro-gassificazione di alcuni impianti di cogenerazione anziché essere smaltite come rifiuto venivano in parte utilizzate per produrre carbonella per barbecue

Carbonella per barbecue illegale e nociva: maxi sequestro dei carabinieri
di Redazione

TRENTO. Bricchette per il barbecue con alti valori di idrocarburi e diossine, veri e propri rifiuti che invece che essere smaltiti erano trasformati in carbonella, immessa sul mercato con false certificazioni.

 

Nella giornata di oggi, 6 agosto, su tutto il territorio nazionale, i carabinieri del comando per la tutela ambientale e la sicurezza energetica, hanno dato esecuzione al decreto di sequestro preventivo disposto nei giorni scorsi dal giudice per le indagini preliminari del tribunale di Trento, su richiesta della procura della Repubblica di Bolzano e della procura distrettuale di Trento che coordinano l’inchiesta.

 

Le indagini, condotte dal Nucleo Operativo Ecologico Carabinieri di Trento, a seguito di minuziose verifiche di carattere ambientale effettuate presso alcuni impianti di cogenerazione dell’Alto Adige, hanno consentito di accertare che le ceneri decadenti dai processi di piro-gassificazione, anziché essere smaltite come rifiuto, venivano in parte utilizzate per produrre carbonella per barbecue.

 

Gli accertamenti della Procura della Repubblica di Trento hanno evidenziato che le ceneri contenti elevati valori di Ipa (idrocarburi policiclici aromatici) e diossine, dopo essere state addizionate con plastiche e leganti non naturali in impianti croati per ottenere bricchette per barbecue, venivano commercializzate come carbone di legna.

 

Le bricchette illecitamente immesse sul mercato con false certificazioni non sono idonee all’uso per la cottura dei cibi.

 

L’odierno provvedimento di sequestro segue ad analogo provvedimento, eseguito il 13 dicembre scorso dai carabinieri per la tutela ambientale, nel corso del quale erano già state sequestrati in Trentino Alto Adige fertilizzanti realizzati con ceneri provenienti dai medesimi impianti di cogenerazione.

 

In questo caso le ceneri, una volta miscelate con compostati verdi e letame, venivano insacchettate e distribuite/vendute al dettaglio come “Terra Preta” attraverso i consorzi agrari.

 

I Militari dell’Arma, oltre a procedere a ritirare le bricchette dal mercato hanno notificato i provvedimenti di sequestro a 9 indagati, di cui tre cittadini austriaci, allo stato chiamati a rispondere dei reati di “attività finalizzata traffico illecito di rifiuti” e “frode in commercio”).

 

Gli indagati, destinatari della misura cautelare reale, sono allo stato solamente indiziati di reato e la loro posizione sarà definitivamente vagliata giudizialmente, in ossequio ai principi costituzionali di presunzione di innocenza.

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