Caso di meningite meningococcica, 55enne in rianimazione nel Bellunese: attivato il contact tracing
La notifica è arrivata questa mattina al Dipartimento di prevenzione: il 55enne, residente a Sedico, è arrivato in Pronto soccorso a Belluno ieri sera con sintomatologia importante ed è ora ricoverato in rianimazione

BELLUNO. Dopo il recente caso di una 18enne a Feltre (Qui Articolo), nel Bellunese le autorità sanitarie segnalano un nuovo episodio di meningite meningococcica, a carico in questo caso di un 55enne residente a Sedico.
Il Dipartimento di prevenzione dell'Ulss 1 Dolomiti ha ricevuto stamane la notifica del caso: il paziente, dopo l'accesso in Pronto soccorso a Belluno nella serata di ieri con sintomatologia importante, è stato ricoverato in rianimazione.
Come da protocollo, è stato subito attivato il contact tracing finalizzato ad individuare i contatti stretti del caso in ambito familiare, lavorativo e amicale-sociale nei 7 giorni precedenti l'inizio della sintomatologia (i primi sintomi sono apparsi all'inizio di questa settimana). Tutti i contatti stretti saranno sottoposti a profilassi antibiotica e, a tale scopo, il Dipartimento di prevenzione ha organizzato un ambulatorio specifico al San Martino di Belluno (V piano – ala ovest) attivo oggi (5 aprile) fino alle 18 e domani (6 aprile) dalle 9 alle 12.
La meningite meningococcica è una malattia grave, ricordano i sanitari, ad elevata letalità e con possibili sequele a lungo termine. Si colloca nel grande capitolo delle malattie invasive batteriche ed è causata da Neisseria meningitidis, un batterio appunto del quale sono noti 13 sierogruppi.
Il batterio colonizza le prime vie aeree e si trasmette attraverso le secrezioni respiratorie, dopo un contatto stretto e prolungato con una persona malata o un portatore sano. Circa il 10% della popolazione generale può essere portatore sano. Il periodo di incubazione è in media di 3-4 giorni, ma può variare da 2 a 10 giorni.
Dopo l’ingresso del batterio nelle prime vie aeree il quadro evolve rapidamente verso la meningite o la sepsi (meningococcemia). I sintomi, di solito gravi e a rapida evoluzione, comprendono malessere generale, cefalea, fotofobia, febbre, irritabilità e vomito, rigidità nucale, letargia/ottundimento del sensorio. Il tasso di letalità è dell’8-15%. Il 10-20% di chi sopravvive alla malattia presenterà sequele a lungo termine (disturbi dell’udito, deficit cognitivi, epilessia, altro). La malattia è più frequente nei bambini tra i 6 mesi e i 3 anni e negli adolescenti-giovani adulti.


















