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Trento
12 settembre | 21:24

Ciclovia del Garda, dopo l'ultima frana si riaccendono le polemiche. Il Coordinamento per la tutela del Garda: "Come mai le barriere non hanno funzionato?"

Il Coordinamento punta il dito contro lo stato delle barriere paramassi: "Al momento la Gardesana occidentale è protetta da opere di difesa sufficienti ed efficienti? È ammissibile costruire a una passerella a sbalzo per la ciclovia?"

di Redazione

RIVA DEL GARDA. "Al momento la Gardesana occidentale è protetta da opere di difesa sufficienti ed efficienti? Inoltre, è ammissibile costruire a lato della strada e all'esterno della roccia una passerella a sbalzo per la ciclovia?".

 

Dopo a frana caduta qualche giorno fa nel tratto stradale tra Riva del Garda e Limone (QUI ARTICOLO) nei pressi della galleria dei Titani, con la carreggiata che era rimasta chiusa per diverse ore, a porsi queste domande è il Coordinamento interregionale per la tutela del Lago di Garda che in una nota mette in risalto alcuni interrogativi anche sullo stato delle barriere paramassi presenti.

 

"La frana del 6 settembre 2024 è caduta su suolo trentino all’imbocco sud della galleria dei Titani – spiega il coordinamento – e in quel punto, dalla documentazione ufficiale PAT, risulta che vi siano barriere paramassi che dovrebbero svolgere la funzione di intercettare i sassi".

 

Partendo da questa premessa, la nota pone le seguenti questioni: "Se i sassi sono scivolati fino sulla strada, vi era un varco non protetto tra le barriere? Se sì, come mai? Oppure, le barriere esistenti non hanno retto ai massi?".

Ad essere commentata è poi l'analisi, effettuata nel luglio 2022, dello stato delle barriere paramassi soprastanti la Gardesana nel tratto interessato dalla frana: "Da quanto si legge lo stato delle barriere è vetusto" osserva il coordinamento, chiedendosi poi perché queste non siano state sostituite nei decenni scorsi.

 

Al netto dell'analisi, la domanda definita più "urgente e scottante" rimarcata nella nota è la seguente: "Al momento la Gardesana SS45bis è protetta da opere di difesa sufficienti ed efficienti?"

 

La nota si sofferma poi su quello che viene definito "un dato oggettivo che deve far riflettere": il tratto trentino (lungo circa 5,5 chilometri) della Gardesana occidentale, viene spiegato, corre per 3,6 chilometri in gallerie, di epoca storica o artificiali, e l’8 marzo 2024 una grossa frana è caduta all’imbocco della galleria Casagranda, mentre e il 6 settembre un’altra scarica di sassi è franata proprio all’imbocco sud della galleria Titani.

 

"È facilmente intuibile che nei 3,6 km che intercorrono le frane ci sono, ma non vengono registrate poiché non interferiscono con la circolazione automobilistica" spiega il Coordinamento, che specifica: "Nei decenni scorsi una superficialità nella gestione del territorio con le sue criticità, oppure una sospensione della prevenzione dei crolli in attesa di adeguare le difese attive e passive alla futura ciclovia, perché anche di questo si tratta, ha causato una situazione di pericolo sulla Gardesana che non può più essere ignorata".

"Inoltre, con una situazione ambientale in continua evoluzione sia per processi naturali sia per il cambiamento climatico –  chiede infine il Coordinamento – è ammissibile costruire a lato della Gardesana e all’esterno della roccia una passerella a sbalzo per la ciclovia?".

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