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Trento
01 gennaio | 19:18

Compare la scritta "Free Palestine" sugli affreschi di palazzo Geremia. La rabbia di Pattini: "Non rende onore alla Palestina e alla città: un grave atto di inciviltà"

Negli scorsi mesi il consigliere comunale del Patt Alberto Pattini aveva sollecitato il Comune a interessarsi con la Provincia per restaurare i bellissimi affreschi di palazzo Geremia. E' comparsa una scritta: "Un atto grave che dimostra solo inciviltà"

TRENTO. "Un atto grave". E' questo il commento di Alberto Pattini. Il consigliere comunale del Patt non nasconde rabbia e amarezza per la scritta "Free Palestine" comparsa sulla facciata di palazzo Geremia. "Non rende onore alla Palestina e alla città di Trento".

 

Il palazzo in via Belenzani a Trento di epoca rinascimentale (inizio del 1500) è stato acquistato dall’amministrazione comunale nel 1912 e oggi ospita la sede di rappresentanza del Comune di Trento, così come vari uffici comunali, eventi, assemblee pubbliche e convegni.

 

L’edificio fu radicalmente ristrutturato nel 1883 e gli affreschi della facciata furono sottoposti a diverse campagne di restauro nel 1941, nel 1960 e nel 1973, con esiti non sempre felici. Un nuovo, complessivo intervento di restauro, diretto dagli architetti Michelangelo Lupo e Massimo Deutsch, si è concluso nel 1993.

Il ciclo affrescato in facciata raffigura i successi della famiglia Geremia. Nella fascia superiore sono visibili alcune scene che raffigurano l'amicizia con Massimiliano I d'Asburgo, imperatore del Sacro Romano Impero, incoronato a Trento nel 1508, che in questi affreschi compare ben quattro volte, mentre riceve i nobili di Trento.


Si possono riconoscere altre figure nelle decorazioni pittoriche della facciata. Oltre agli stemmi delle famiglie che si sono susseguite nella proprietà del palazzo, nella fascia inferiore, a sinistra del portale d'ingresso, si trova una Ruota della Fortuna, sulla quale nel 1941 erano ancora leggibili alcune sentenze morali.

 

Nella fascia centrale, sopra questa ruota, si trova un convivio di dignitari che osservano una lotta vittoriosa di un uomo contro un leone, simbolo di Venezia: l'uomo è probabilmente Giorgio di Pietrapiana, comandante delle truppe trentine-tirolesi che sconfissero i veneziani nella battaglia di Calliano il 10 agosto 1487. Poco più a destra si trova dipinta la scena del sacrificio di Marco Curzio e, speculare, dall'altra parte rispetto al portone, è raffigurato Gaio Muzio Scevola.

 

La quarta scena raffigura probabilmente il Sacrificio di Lucrezia. Posto sopra il portale d'ingresso, a interruzione della fascia marcapiano, si trova la Madonna col Bambino tra San Giovanni Battista e Sant'Antonio abate, scena che fa riferimento ai santi protettori di Giovanni Antonio Pona, primo proprietario del palazzo.

 

E palazzo del Monte, tra via del Suffragio e via San Marco è caratterizzato da un ciclo di affreschi, purtroppo di difficile lettura a causa del degrado che riproducono dieci delle dodici fatiche di Ercole, due episodi minori (parerga) della sua vita in omaggio all'imperatore Massimiliano I talvolta descritto come Hercules Germanicus.

 

Un edificio da sempre a cuore di Pattini, il quale con Tiziano Uez e Silvia Zanetti, si era interessato per sollecitare il sindaco Franco Ianeselli e la Giunta comunale a interessare con determinazione la Provincia - Beni architettonici e culturali per restaurare gli affreschi. E la "sorpresa" con la facciata deturpata dalla scritta "Free Palestine" (Qui articolo).

 

"E' un bene culturale di grande valore mitteleuropeo. Un atto gravissimo che dimostra solo inciviltà", conclude Pattini.

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