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| 12 gen 2024 | 10:44

Convegno sui grandi carnivori, polemica su Michele Corti. Steinhaus: ''Pieno di personaggi che veicolano antisemitismo mascherato da antisionismo''

L'Associazione nazionale per la tutela dell’Ambiente e della Vita Rurale (coordinata da Corti) ha prodotto un comunicato dove riporta con fare stupito che ''incredibilmente il prof. Corti è stato addirittura accusato di essere antisemita''. Abbiamo sottoposto i suoi post allo storico rappresentante della Comunità Ebraica di Merano e consigliere dell'Unione delle Comunità Ebraiche Italiane e delegato al Congresso Mondiale Ebraico che non ha lasciato dubbi ringraziando chi ha fatto portato alla luce la vicenda e l'eurodeputato Dorfmann. Emerge poi che anche il senatore Luigi Spagnolli aveva scritto al Comitato per Andrea Papi

di Mauro Fattor

TRENTO. “Michele Corti usa esplicitamente i termini ebrei ed ebraismo, parla di finanza usuraia, di massoneria, di sistema bancario internazionale angloebraico. Sono gli argomenti classici dell’antisemitismo, che precedono di gran lunga la nascita dello Stato di Israele e che affondano le radici in un tragico passato. Purtroppo in Italia, in Europa, in Occidente, è pieno di squallidi personaggi che veicolano antisemitismo mascherato da antisionismo. Ed è, ovviamente, un bene che vi siano anche persone serie e oneste che li smascherano. A loro, all’eurodeputato Dorfmann e a tutti coloro che hanno contribuito a far emergere questa vicenda vanno la mia stima e la mia gratitudine. Voglio anche ricordare che tanto il presidente Mattarella quanto il presidente Napolitano hanno detto senza alcuna ambiguità, e posso dirlo con certezza visto che ero presente, che antisionismo è antisemitismo. Dunque, non serve nascondersi dietro un dito. Non esistono vaccini contro l’ignoranza e la malafede ma noi ebrei crediamo e non smettiamo di credere che la miglior prevenzione sia l’educazione”. Così Federico Steinhaus, storico rappresentante della Comunità Ebraica di Merano - di cui è stato per anni presidente - nonché consigliere dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane e delegato al Congresso Mondiale Ebraico.

 

L’esclusione tra le polemiche di Michele Corti dal lotto dei relatori del Convegno “Grandi carnivori: un problema per il futuro della vita sulle Alpi” organizzato dal comitato “Insieme per Andrea Papi” dopo il caso sollevato da “Il Dolomiti”, non cessa di far discutere e si arricchisce di nuovi elementi. La presa posizione, netta, di Steinhaus contro Corti, è solo il primo di questi. Ed è una posizione cruciale per capire meglio il taglio della vicenda visto che un comunicato stampa inviato negli scorsi giorni dall'Associazione Nazionale per la Tutela dell'Ambiente e della Vita Rurale riporta con fare stupito che ''incredibilmente il prof. Corti è stato addirittura accusato di essere antisemita, cosa che ha già attivato il mandato ai legali di Corti'', annunciando querele (nei confronti nostri e dell'Adige, da quanto scrivono).

 

 

I post infarciti di pregiudizi antriebraici e del peggiore complottismo che compaiono sul profilo Facebook del coordinatore dell’”Associazione nazionale per la tutela dell’Ambiente e della Vita Rurale”, come si ricorderà, avevano indotto l’eurodeputato Svp Herbert Dorfmann, a sua volta invitato ad aprire i lavori del convegno con una relazione, a fare un passo indietro. Insomma, “Liberissimi di invitare lui ma a quel punto non ci sarò io”.

 

A questa era rapidamente seguita una netta presa di distanza anche da parte del presidente del comitato “Insieme per Andrea Papi”, passo quasi obbligato visto che i post del professore – per la precisione, “Docente di Zootecnia di montagna presso l’Università degli Studi di Milano”, così viene presentato nella locandina che accompagna l’evento del 13 gennaio a Dimaro - erano accompagnati tutti da un logo che, indirettamente, associava il nome di Andrea ai contenuti del profilo. Ora emerge che il passo indietro di Dorfmann, poi rientrato, visto che Corti è stato cancellato dall’elenco dei relatori, non era un fatto isolato. Anche il senatore Luigi Spagnolli, del Pd, si era infatti mosso scrivendo al presidente del Comitato, Cristofoletti: Avevo deciso di venire all’incontro da voi organizzato [….] la presenza però di Michele Corti, mi costringe purtroppo a rinunciare. Costui ha manifestato in più occasioni, soprattutto sulle sue pagine social, convinzioni e sentimenti, relativamente ai più svariati argomenti, del tutto contrari al rispetto per la democrazia e per le Istituzioni del nostro Paese. Non intendo in alcun modo correre il rischio di essere associato ad un tale personaggio”.

 

Quello che resta da capire è come mai il comitato “Insieme per Andrea Papi” abbia deciso di rompere con Corti solo ora, in seguito alle polemiche e al “gran rifiuto” di Dorfmann. Corti, infatti, collabora da tempo col comitato stesso e le sue posizioni infarcite di complottismo e di fanatismo sono le stesse da anni. Si attendono chiarimenti. Magari dopo il convegno. Per finire una lapidaria precisazione che arriva dalla responsabile dell’Ufficio Stampa dell’Università degli Studi di Milano, Chiara Giulia Vimercati, e che ha tutto il sapore di una doccia fredda: “Dalle prime verifiche immediatamente effettuate, risulta che Michele Corti sia in pensione, che non abbia in corso alcun rapporto professionale con l’Università Statale di Milano e che pertanto, non sia ad essa associabile”. Amen.

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