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Trento
07 marzo | 05:01

Dalle badanti senza lavoro alle richiedenti asilo, aumentano le donne che dormono in strada: ''Una decina attendono un posto letto, due dormitori non bastano più"

A preoccupare anche al chiusura a fine aprile, come dormitorio di bassa soglia, di Casa Paola a Ravina. A rimanere aperta tutto l'anno e solamente la Casa della Giovane che offre 30 posti letto oggi tutti occupati. "Una lista di attesa femminile, fra chi ha bisogno di un posto dove dormire, qualche anno fa era inesistente, oggi purtroppo non è più cosi"

TRENTO. Coperte e  cartoni contro il freddo. Sono sempre di più anche in Trentino le donne che dormono in strada perché hanno perso tutto. Donne che si trovano in situazioni complesse e sempre più vulnerabili

Per la maggior parte sono straniere, in alcuni casi vittime di violenza, richiedenti protezione internazionale, oppure donne sole, provenienti dall'Est Europa che hanno lasciato a casa i loro affetti in cerca di un futuro migliore e oggi si ritrovano per strada. Assistenti familiari senza un lavoro, perché il loro contratto si è interrotto, e non hanno più nessuno, nemmeno un tetto sotto cui stare.  

 

Costrette quindi a vivere all’addiaccio, elemosinando cibo e spiccioli. Un fenomeno che fino a qualche anno fa era pressoché sconosciuto in Trentino e che invece oggi preoccupa. La Provincia, assieme ad altri enti e associazioni, ha deciso di costituire un “Tavolo donne” per cercare di capire e tenere monitorata la situazione. 

 

Le “invisibili” si contano nei numeri raccolti allo sportello unico per un posto letto nell’accoglienza provinciale di bassa soglia dove l'aumento della povertà e delle disuguaglianze si tocca con mano.  Ad oggi sono due le strutture che ospitano le donne: c'è la Casa della Giovane che opera da tantissimo tempo e che offre 30 posti letto per 365 giorni all'anno  e Casa Paola che apre il 2 novembre e chiude a fine aprile (per la bassa soglia) offrendo con 14 posti letto un punto fondamentale per l'accoglienza femminile. 

La struttura è portata avanti dagli Amici dei Senzatetto e fondata a Belvedere di Ravina nel 2015 da Pino Palatucci. Entrambe le strutture sono a Trento anche se un tempo almeno due posti di accoglienza a bassa soglia per donne erano presenti anche a Rovereto e gestiti dal Punto d'Approdo.

 

A preoccupare chi si occupa dell'accoglienza in questi ultimi tempi è la formazione di una lista d'attesa femminile. “Le due strutture sono piene – ci spiega chi si occupa dello sportello – e sono 9 le donne in lista che stanno attendendo un posto per non dormire all'aperto. Questa graduatoria in passato non era mai esistita, i numeri erano più contenuti e i servizi riuscivano a dare una risposta. Oggi invece non è più così”. 

 

A Casa Paola ci sono donne non solo italiane ma che arrivano anche da Marocco, Serbia, Ucraina, Pakistan, Burkina Faso, Colombia  e Romania. Un piccolo ma importante rifugio voluto da Pino Palatucci che ancora oggi è in prima linea per l'accoglienza assieme a due operatori. 

 

“Abbiamo molte giovani al di sotto dei 30 anni – ci spiega – e spesso sono badanti che non hanno più una casa oppure migranti in attesa del permesso. La richiesta di accoglienza è sostenuta”. 

 

Negli scorsi mesi la lista allo sportello per l'accoglienza era arrivata anche a contare una ventina di donne che chiedevano aiuto. E la situazione potrebbe peggiorare a fine aprile quando una delle due strutture, proprio Casa Paola, terminerà l'attività di dormitorio di bassa soglia. Rimarranno solo i 30 posti della Casa della Giovane e non saranno più utilizzabili i 14 della struttura di Ravina. 

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