Dalle nuove stazioni alla cabinovia Trento-Bondone, fino all'ascensore per Mesiano e alla rinascita del quartiere Santa Chiara: ecco come sarà Trento nel 2030
Il sindaco Franco Ianeselli ha descritto i principali progetti che saranno completati nei prossimi cinque anni. "Non si tratta di visioni o di auspici, ma di piani concreti che procedono secondo un preciso cronoprogramma"

TRENTO. Due nuove stazioni, una cabinovia per il Monte Bondone, ma anche la circonvallazione ferroviaria. E poi l'ascensore obliquo per Mesiano, la rinascita del quartiere Santa Chiara e il nuovo centro acquatico in via Fogazzaro, e inoltre una piscina olimpionica. Queste alcune delle novità, ma non sono tutte, che si possono elencare rispondendo alla domanda “come sarà Trento nel 2030?”. Lo ha fatto il sindaco Franco Ianeselli che ha passato in rassegna alcuni dei progetti varati dall'amministrazione comunale, ma non solo, e che saranno completati nei prossimi anni: tutte opere finanziate, alcune allo stadio di progetto, altre in fase di appalto o di cantiere più o meno avanzato. avanzato. "In ogni caso - sottolinea il primo cittadino - non si tratta di visioni o di auspici, ma di piani concreti che procedono secondo un preciso cronoprogramma".
MOBILITÀ
Uno dei cambiamenti più profondi ed evidenti nella città del prossimo decennio riguarderà la mobilità. A iniziare dal fatto che nel 2030 chi arriverà a Trento con il trasporto pubblico troverà due stazioni tutte nuove: l’Hub intermodale nell’area ex Sit sarà già in funzione da qualche anno (fine lavori nel 2026), con la stazione delle corriere, un nuovissimo parco da 5 mila metri quadrati sul tetto e il parcheggio per residenti nell’interrato.

Anche la stazione dei treni sarà del tutto rinnovata grazie al restyling del fabbricato viaggiatori di piazza Dante a cura di Rfi, con un investimento di oltre 28 milioni di euro e la fine dei lavori prevista nel 2026. Per spostarsi dalla stazione dei treni a quella delle corriere ci sarà un nuovo percorso pedonale di circa 400 metri, senza barriere grazie a un ascensore che consentirà di superare il dislivello tra piazza Dante e l’area ex Sit, e consentirà di valorizzare tutta la zona intorno alla chiesa di San Lorenzo.
Dal giardino dell’Hub intermodale si potrà poi prendere la cabinovia che accorcerà le distanze tra Trento, la Destra Adige, Sardagna e il Monte Bondone: nello specifico, basteranno 17 minuti per raggiungere Vason e 5 minuti e 15 secondi per salire a Sardagna. Inoltre, dal centro città la Destra Adige sarà raggiungibile anche a piedi o in bici percorrendo una passerella in asse con via Verdi e che verrà costruita entro il 2028.

Nel 2030 sarà conclusa anche la Circonvallazione ferroviaria, opera da oltre un miliardo di investimenti statali, con il suo tracciato da 13 chilometri, 10,5 dei quali in galleria, riservato ai treni merci che non passeranno più nei quartieri di Mattarello, Madonna Bianca, Clarina, San Pio X, San Giuseppe, centro storico e Cristo Re. L’opera, viene specificato, renderà possibile il progetto dell’interramento della stazione e della ferrovia storica, che libererà 16 ettari in centro città da utilizzare come cerniera verde per la mobilità leggera e collettiva.
Nel 2030 anche gli spostamenti verso la collina est saranno più facili grazie all’ascensore inclinato che da viale Bolognini raggiungerà Mesiano e il polo tecnico dell’università in 1 minuto e 23 secondi grazie a una cabina capace di trasportare 537 persone all’ora, alleggerendo così tanto il traffico quanto l’affollatissima linea 5 del trasporto urbano.
Sempre per quanto riguarda la mobilità, saranno pronti l’edificio per i pendolari all’ex Zuffo e la fermata per i bus turistici alle Albere e saranno conclusi il marciapiede in località Corallo e la pista ciclabile di viale dei Tigli, tutti progetti destinati a chiudersi nel 2025.
RIGENERAZIONE URBANA
Parlando di progetti di rigenerazione urbana, nel 2030 il quartiere compreso tra via Piave, via San Giovanni Bosco e via Santa Croce diventerà una delle aree più vitali della città. Nel triangolo unito da un parco rinnovato e innovativo, dove tra l’altro si sperimenteranno nuovi sistemi di recupero dell’acqua piovana, ci sarà il Polo innovazione, cultura e impresa nella riqualificata ex facoltà di Lettere, con la fine dei lavori prevista nel 2027, il Centro giovani, l’Urban center e la sede degli ordini professionali, oltre alla nuova sede degli uffici tecnici comunali che permetterà un risparmio sia sull’affitto, sia sui costi energetici.

Nel 2030, poi, il palazzo delle Poste sarà riqualificato insieme a via Mantova e a via Santa Trinità: l’edificio riacquisterà il colore azzurro delle origini e tornerà a vivere grazie al progetto di Europa Gestioni immobiliari, società del gruppo Poste italiane che nell’edificio ha previsto ufficio postale, spazi commerciali e per la socializzazione al piano terra, coworking e residenze ai piani superiori.
SPORT E TEMPO LIBERO
Nel 2030, viene spiegato dal primo cittadino, in via Fogazzaro i cittadini saranno già abituati a frequentare il centro acquatico per famiglie con centro benessere, piscine interne ed esterne “a sfioro”, lido estivo, palestre polifunzionali, con la fine dei prevista nel 2026. Per gli agonisti, viene sottolineato, entro il 2028/2029 ci sarà alle Ghiaie una piscina olimpica con doppia vasca , da 50 metri e per gli allenamenti, adatta anche per le gare internazionali.

CULTURA
In ambito culturale, nel 2030 la Barchessa di palazzo delle Albere “non sarà più un rudere”, ma uno dei poli culturali della città, con l’intervento di riqualificazione che sarà concluso tra il 2027 e il 2028 e che aggiungerà un ulteriore tassello al processo di valorizzazione del sistema urbano di Palazzo delle Albere. Entro il 2027 si concluderà anche il restauro di Porta Veronensis, che sarà una tappa dell’itinerario della Trento romana.

NIDI
Tra cinque anni, viene spiegato, anche il problema delle liste d’attesa al nido sarà “meno pressante di quanto non lo sia oggi”. Già da tempo, dal 2026, sarà infatti in funzione il nido Orsetto Pandi del tutto riqualificato e con i suoi 60 posti. Sarà conclusa, dal 2027, anche la scuola d’infanzia di Sardagna che accoglierà bambini da zero a sei anni. Il progetto 0-6, in partenza a breve a Povo, sarà esteso anche a Mattarello, Cadine oltre che alla stessa Sardagna, consentendo di attivare in tutto una sessantina di posti supplementari per i bambini del nido e portando l’offerta totale a oltre 1300 posti.
CIRCORSCRIZIONI
Guardando alle varie circoscrizioni, entro il 2030 saranno inoltre conclusi molti progetti diffusi sul territorio: tra questi, la nuova caserma del vigili del fuoco di Cognola (fine lavori nel 2027), lo spazio coperto per le cucine e l’area del parco Cembran a Mattarello, gli orti comunali di Cadine e il deposito e i bagni a servizio degli orti di Gardolo (tutti interventi che si concluderanno nel 2026). Infine i depositi per le associazioni al centro civico dell’Argentario (2025) e l'installazione di impianti fotovoltaici in cinque edifici scolastici (2026).












