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Belluno
24 agosto | 13:21

Dimessi dall'ospedale tornano a casa e muoiono, due casi sospetti a distanza di pochi giorni e la procura apre l'indagine

Si indaga per omicidio colposo al momento a carico di ignoti nel Bellunese. I casi dei decessi di Annamaria Zambelli Sopalù e Gianfranco Alberti finiscono in mano alla procura

Dimessi dall'ospedale tornano a casa e muoiono, due casi sospetti a distanza di pochi giorni e la procura apre l'indagine

BELLUNO. L'ipotesi di reato è quella di omicidio colposo. Al momento sarebbe a carico di ignoti anche se nei prossimi giorni potrebbe arrivare l'iscrizione dei nomi dei sanitari coinvolti nella vicenda. La morte di Annamaria Zambelli Sopalù avvenuta il 16 agosto scorso per un infarto non ha convinto gli inquirenti e così la procura ha deciso di aprire un'indagine. E d'altronde un secondo caso in qualche modo similare è avvenuto pochi giorni dopo, il 19 agosto con la morte di Gianfranco Alberti anch'egli deceduto per infarto. Cosa accomunava questi due eventi drammatici? Il fatto che entrambi fossero appena tornati dall'ospedale San Martino di Belluno.

 

Ma andiamo con ordine. Annamaria Zambelli Sopalù, aveva 64 anni ed era di Auronzo. Aveva avuto dei dolori toracici il 13 e il 14 agosto e si era recata al pronto soccorso per gli accertamenti del caso. Temeva un infarto o un malore ma in entrambi le situazioni era stata rimandata a casa. Tornata a casa è morta il 16 agosto proprio di infarto. I funerali si sono celebrati ad Auronzo di Cadore sabato 17 agosto alle 14,30 ma la successiva, prevista, cremazione, non c'è stata. E', infatti, intervenuto il pm che ha bloccato la procedura informando la famiglia del fatto che era stata aperta un'indagine per omicidio colposo a carico di ignoti.  

 

Due giorni dopo si è, poi, verificato il caso di Gianfranco Alberti. Classe 1944 era di Cortina d'Ampezzo. Anche lui aveva avuto dei problemi cardiaci e si era rivolto al San Martino di Belluno dove era stato ricoverato per qualche giorno e sottoposto a un intervento con il posizionamento di uno stent. Un'operazione di routine che solitamente viene eseguita in anestesia locale. Insomma tutto bene. Ma quando il 19 agosto l'ottantenne è rientrato a casa è stato colpito da un infarto ed è deceduto. Anche nel suo caso la salma è stata 'bloccata' ed ora si procederà all'autopsia. 

 

Il sospetto che qualcosa non sia andato come doveva in ospedale c'è e la procura (e a questo punto anche le famiglie) ha deciso di vederci più chiaro. 

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