Tragedia ai cantieri olimpici di Cortina, la morte del vigilante Zantonini “difficilmente riconducibile” al freddo: ecco quanto emerso dall'autopsia
Secondo quanto emerso finora, l'autopsia effettuata negli scorsi giorni sul corpo di Pietro Zantonini – il vigilante di 55 anni morto nella notte tra il 7 e l'8 gennaio a Cortina mentre lavorava all'interno del cantiere dello Stadio del Ghiaccio – avrebbe evidenziato un “evento cardiaco acuto” ma “difficilmente riconducibile” alle condizioni di temperatura

BELLUNO. Sarebbe stato un “evento cardiaco acuto” a causare la morte di Pietro Zantonini – il vigilante di 55 anni morto nella notte tra il 7 e l'8 gennaio a Cortina, mentre lavorava all'interno del cantiere dello Stadio del Ghiaccio – ma “difficilmente riconducibile” all'ipotermia dovuta alle basse temperature dove lavorava l'uomo.
In altre parole, stando a quanto finora emerso dopo l'autopsia effettuata negli scorsi giorni sul corpo del 55enne, la morte di Zantonini non sarebbe da ricondurre direttamente al freddo di quella notte – anche se ulteriori accertamenti potrebbero essere necessari per escludere definitivamente eventuali correlazioni con le basse temperature.
Le indagini, in mano alla Procura di Belluno, sono partite dopo la denuncia della famiglia del 55enne, i cui funerali si terranno questa domenica (18 giugno) alle 12 e 30 nella chiesa Sacro Cuore Salesiani a Brindisi – di dove era originario. Per l'indagato, il rappresentante legale della ditta per cui lavorava il vigilante, è stato nominato l'anatomopatologo Maurizio Rocco, di Udine.













