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Belluno
10 gennaio | 22:04

Muore al freddo nel cantiere delle Olimpiadi, "Rammarico per la fretta di Simico nel prendere le distanze: la solidarietà dovrebbe arrivare prima di scaricare la responsabilità"

L'eurodeputata dei Verdi eletta con Avs, Cristina Guarda, dopo la morte di Pietro Zantonini, vigilante di 55 anni, all'esterno di un cantiere delle Olimpiadi: "Ci si aspetta  che la società incaricata di coordinare le opere eserciti un ruolo attivo di vigilanza e accompagnamento, affinché anche le aziende e le cooperative in subappalto garantiscano la massima tutela a lavoratrici e lavoratori spesso in condizioni di precarietà"

CORTINA D'AMPEZZO. "Da inizio anno sono già tre le persone che non sono tornate a casa dopo il lavoro, morte mentre svolgevano la propria attività". A intervenire è Cristina Guarda, eurodeputata dei Verdi eletta con Avs. "Gli ultimi due casi riguardano lavoratori impiegati per conto di realtà o progetti pubblici: un manutentore di un’azienda che gestisce i rifiuti nel Padovano e un vigilante di una cooperativa di sicurezza, impegnato all’esterno del cantiere del Palaghiaccio di Cortina".

 

Un bilancio già drammatico, aggravato dalla morte del vigilante. Originario di Brindisi, il 55enne è deceduto all'esterno di un cantiere per i lavori per le prossime Olimpiadi. Si è sentito male e ha avvisato i colleghi, ma purtroppo ha perso la vita (Qui articolo). 

 

"Alla famiglia di Pietro Zantonini la nostra più profonda vicinanza umana, in un momento di dolore che non può essere attenuato da alcuna parola", dice Guarda. "Non posso evitare di esprimere però rammarico per il fatto che Simico, la società incaricata di coordinare e gestire le opere legate alle Olimpiadi, si sia affrettata a prendere le distanze dall’accaduto, precisando che il cantiere non fosse direttamente di propria competenza. Davanti a una tragedia di questo tipo, l’empatia e la solidarietà dovrebbero venire prima di ogni tentativo di scarico di responsabilità".

 

Sono in corso gli accertamenti per chiarire la terribile vicenda. Le autorità hanno disposto l'autopsia mentre la famiglia chiede “che venga fatta piena luce sull’accaduto e che nessuna morte sul lavoro venga trattata come un evento privato o inevitabile”, spiega l’avvocato Francesco Dragone del Foro di Lecce.

 

"Pur nel rispetto delle responsabilità penali individuali, la sicurezza sul lavoro resta una responsabilità collettiva, che riguarda il diritto di tutte e tutti a condizioni di lavoro dignitose, soprattutto all’interno di opere pubbliche di rilevanza internazionale. Ci si aspetta quindi che la società incaricata di coordinare le opere olimpiche eserciti un ruolo attivo di vigilanza e accompagnamento, affinché anche le aziende e le cooperative in subappalto garantiscano la massima tutela a lavoratrici e lavoratori spesso in condizioni di precarietà. Tali preoccupazioni trovano riscontro in segnalazioni recenti su addetti alla sicurezza notturna lasciati a temperature estremamente rigide senza adeguati ripari, situazioni inaccettabili che impongono un immediato cambio di passo sul fronte della sicurezza", conclude Guarda.

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