Donna 38enne va in montagna ed è irraggiungibile al cellulare per una giornata. Il compagno lancia l'allarme, soccorso alpino in azione
Fortunatamente la donna, dopo svariate ore di angoscia per il compagno preoccupato dal suo silenzio dal giorno precedente e dal telefono che risultava irraggiungibile, ha finalmente risposto ai messaggi, dicendo che aveva raggiunto il rifugio e stava bene

BELLUNO. Tanta paura, ma un “lieto fine”: giornata di angoscia per un uomo preoccupato per il prolungato silenzio e dal cellulare irraggiungibile della compagna, una 38enne statunitense di New York impegnata in cammino sull’Alta Via numero 2.
L’uomo non aveva notizie della 38enne da ieri, lunedì 12 agosto, dopo che la donna aveva pernottato al rifugio Mulaz.
Dalla informazioni in possesso del compagno, la meta successiva della donna doveva essere a 8 chilometri di distanza e trattarsi del Rifugio Rosetta, dove però non era mai arrivata.
Imbarcata dall'elicottero dell'Air service center, convenzionato con il Soccorso alpino Dolomiti Bellunesi, una squadra della Val Biois ha perlustrato il sentiero che dalle Farangole porta al Rosetta, passando sulle valli laterali e sul sentiero sull'Altopiano delle Pale ma senza trovare nessuno.
Da una verifica ulteriore al più distante Rifugio Pradidali, nel frattempo, si è fortunatamente appurato che la donna aveva passato lì la notte.
Verso le 13.30 è stata lei stessa a rispondere finalmente ai messaggi, dicendo che stava bene, aveva raggiunto la sua meta e che non aveva avuto campo per comunicare in precedenza.
L'allarme è quindi cessato.














