Emergenza marmotte in Val di Fassa, l'appello di Leal: "In sofferenza a causa del cibo dato dagli escursionisti". Ecco quello che sta accadendo
Purtroppo il cibo umano che viene offerto da escursionisti a questi animali, come pane e carote, e addirittura brioche e biscotti, danneggia le marmotte che non riescono più a nutrirsi adeguatamente di erba e radici, portando a una crescita eccessiva dei loro incisivi

TRENTO. Emergenza marmotte in Val di Fassa. A lanciare l'allarme, avvisando anche le autorità locali, e l'associazione Leal a seguito di alcune segnalazioni di grave sofferenza per le marmotte al Sella, nella zona di Pian Schiavaneis a Canazei.
Purtroppo il cibo umano che viene offerto da escursionisti a questi animali, come pane e carote, e addirittura brioche e biscotti, danneggia le marmotte che non riescono più a nutrirsi adeguatamente di erba e radici, portando a una crescita eccessiva dei loro incisivi. Questo fenomeno ha causato la comparsa di marmotte con denti protrusi, che non possono più alimentarsi correttamente.
Un'alimentazione che, secondo gli esperti, fa poi entrare le marmotte in letargo in condizioni di salute precarie aumentandone la mortalità.
A seguito delle segnalazioni, Cristiano Fant, operatore esperto in etologia relazionale e responsabile Leal Fauna Selvatica, si è subito attivato contattando i forestali di Canazei attraverso una mail in cui sottolinea che “Pur non essendo la marmotta una specie a rischio rientra tra quelle tutelate sulla base di quanto previsto dall'appendice IV della Direttiva Habitat (92/43/CEE), nell’allegato III della Convenzione di Berna, ed è una specie non cacciabile secondo la legge italiana (157/92), oltre ad essere diffusa in numerose aree protette del territorio. La specie è quindi meritevole di attenzioni che impediscano al turista di sfamarla, regola peraltro valida per ogni altro animale selvatico”. Nel documento presentato alle autorità si chiede di attivarsi “affinché venga posta in atto un'azione di dissuasione verso le persone che consegnano cibo a questi animali”.
La Leal nella nota spiega che da tempo in Val di Fassa questi animali stanno affrontando gravi problemi di salute a causa dell'interazione con i turisti. “E' fondamentale – spiega l'associazione - che i turisti comprendano che gli animali selvatici non vanno alimentati e non vanno resi confidenti per non mettere a repentaglio la loro sopravvivenza che ha sicuramente più valore di uno scatto fotografico e si impegna a fare informazione sui temi del rispetto e della tutela ambientale educando alla conoscenza dei selvatici e sulla necessità di una relazione corretta (che non è interazione) con gli animali e l’ambiente per non compromettere la loro vita e il loro habitat”.












